Da oggi l’Italia è entrata nell’era Draghi. In tutto 23 nuovi Ministri, 15 uomini e 8 donne. «Un gigante d’Europa si prepara a guidare il nuovo governo di unità in Italia»: così il New York Times racconta, sulle sue pagine, la nascita del nuovo esecutivo. Draghi, si legge, “avrà il compito di guidare l’Italia attraverso una pandemia devastante e imprevedibile, ma deve anche garantirne il futuro spendendo in modo saggio ed efficiente” il denaro senza precedenti “raccolto collettivamente” dall’Ue per sostenere i Paesi. «Se fallisce, è meno probabile che i paesi Ue decidano in futuro nuove misure analoghe». Un nome che il PRI invocava da tempo.

«Italia Viva ha aperto questa crisi per superare un immobilismo che era diventato pericoloso», ha dichiarato Matteo Renzi. «Il Governo Draghi ci consegna l’immagine di un’Italia che torna protagonista in tutti i tavoli internazionali. È tornata la fiducia innanzitutto sui mercati ma presto tornerà anche tra le piccole e medie imprese. È fondamentale non disperdere questo patrimonio – in larga misura merito personale del nuovo Presidente del Consiglio – e agire da subito». Vicino a IV una delle novità di questo governo, il fisico Roberto Cingolani, ministro della transizione ecologica. Elena Bonetti invece è Ministro alle Pari opportunità e alla famiglia.

«Forza Italia farà la sua parte», ha scritto Silvio Berlusconi sul suo profilo Facebook. «È quello che avevo dichiarato l’altro giorno al termine dell’incontro con il Presidente Draghi, e che ripeto volentieri. Accolgo infatti con soddisfazione la nomina a Ministri della Repubblica di Renato Brunetta, Mariastella Gelmini e Mara Carfagna, sicuro che si impegneranno con l’abituale dedizione portando un contributo di competenza e di esperienza all’azione dell’intera compagine governativa».

«Per la Lega occuparsi nel nuovo governo di sviluppo economico e aiuto alle imprese, disabilità, turismo – un settore strategico che sta soffrendo molto – è motivo di orgoglio e una grande responsabilità». Così Matteo Salvini dopo la nomina di Massimo Garavaglia, Erika Stefani, Giancarlo Giorgetti: «Mi sembra evidente che occorra accelerare nella lotta al Covid e sul piano vaccinale;  sul fronte di sicurezza, lotta alla droga, all’immigrazione clandestina e alla mafia si può e si deve fare di più. Vedremo di fare gioco di squadra mantenendo ciascuno la propria diversità in questo momento di emergenza per il Paese».

Anche il segretario del Pd Nicola Zingaretti è soddisfatto dalla nascita del nuovo esecutivo, dopo le conferme di Franceschini (Cultura) e le nomine di Lorenzo Guerini alla Difesa e Andrea Orlando (Lavoro): «Raccogliamo i risultati del nostro lavoro». Ma la riforma elettorale e le atre riforme su cui puntava tanto il Partito democratico che fine faranno? Gli chiede Maria Teresa Meli sul Corriere della Sera: «Lanceremo in questi mesi una sfida costituente. Cioè un lavoro parlamentare tra tutte le forze politiche in grado di rendere più robuste le istituzioni italiane, definire una legge elettorale che dia maggiore rappresentanza, accompagnata da riforme in grado di rendere più stabile la forma di governo».

«Ora però non disperdiamo il patrimonio che la coalizione Leu-Pd-5S», ha saputo costruire, ha detto Pietro Grasso ringraziando Giuseppe Conte. «Ora più che mai va messo al servizio del Paese». In quota Leu Roberto Speranza è stato confermato Ministro della Salute.

Si intensificano le polemiche in casa 5S: la base chiede di ripetere il voto. Sono quattro i Ministri: Di Maio agli esteri, Fabiana Dadone alle Politiche Giovanili, Stefano Patuelli all’Agricoltura e Federico d’Incà, ministro dei rapporti con il Parlamento.

Completano la lista Marta Cartabia alla Giustizia, Luciana Lamorgese all’Interno, Vittorio Colao all’Innovazione tecnologica e transizione digitale, Daniele Franco, ministro dell’Economia e delle Finanze, Enrico Giovannini, alle Infrastrutture e ai Trasporti, Patrizio Bianchi all’Istruzione e Cristina Messi all’Università e Ricerca. Roberto Garofoli è il nuovo sottosegretario alla Presidenza del Consiglio.