Non ci permettiamo di intervenire nel dibattito scientifico ci mancherebbe, non siamo competenti. Si discutono ipotesi di vario genere, dove sembra che il tema dominante sia la necessità di tornare in lockdown. Questo per lo meno il professor Crisanti su La Stampa, ma anche il professor Palù che si è sempre detto contrario al lockdown sembra sostenerlo di fronte alle varianti. C’ è una sola cosa che non capiamo ovvero se questo dibattito si svolge su una lettura dei dati. Si scia nella vicina Svizzera, qualcuno ha un quadro delle ripercussioni sanitarie di quanto avvenuto sull’altro lato delle nostre Alpi? Perché se si vogliono sopire i malumori è bene annunciare dei dati certi. Guardate quale disastro è avvenuto in Svizzera, proprio accanto a noi.

Capiamo perfettamente che la scienza senta il bisogno di pronunciarsi a priori, altrimenti che scienza sarebbe, ma forse un qualche riferimento all’esperienza, dopo un anno di pandemia servirebbe. Ci sono alcune cose che da incompetenti è difficile capire. Il lockdown severo che ora sarebbe stato adottato da altri paesi europei noi l’abbiamo già fatto e più lungo e rigoroso il marzo scorso. Come mai ci viene nuovamente riproposto? Ovvero, come mai si è detto che il lockdown serviva a sconfiggere il virus e adesso siamo daccapo? E soprattutto chi ci assicura che tra un anno ci ritroveremo allo stesso punto di partenza, con nuove varianti variate? Soprattutto, non capiamo, lo chiediamo al professor Palù che aveva detto in altra intervista di come il virus tende a convivere, cosa succede se il virus volendo convivere e continuare a vivere si incuba con chi si richiude in casa.

È capitato che chi ritenuto immune al tampone sia morto nel giro di un giorno e chi rilasciato come guarito dai medici, il tampone abbia subito rispedito in isolamento. Per cui se il virus sapesse sfuggire al tampone e nascondersi nell’organismo per tornare in azione appena vi sono contatti? Un qualcosa sulla natura di questo virus, che pure è stato definito ‘intelligente’, ce la vogliono dire prima di decidere cosa fare? Altrimenti non seguiamo l’esperienza, e nemmeno la scienza. Andiamo a tentativi, per ricadere sempre nello stesso che non funziona.

L’unica certezza che abbiamo viene da Israele dove in due mesi di vaccinazioni i contagi si sono abbattuti del ’94 per cento. Forse se ci si concentrasse sui vaccini e con una qualche determinazione sarebbe meglio. Abbiamo poi visto che Crisanti si è detto perplesso del grande sforzo per erigere padiglioni a forma di primula. La nostra stessa impressione.