Il partito repubblicano, può dirsi felice per la caduta del governo Conte e la nascita del nuovo governo Draghi. La felicità deriva dall’aver avuto ragione nell’indicare una via in grande anticipo che il paese ha preso e dalla decisione delle stesse forze di maggioranza di decretare la fine del precedente governo.
Questo è avvenuto con una velocità a dir poco sorprendente. Il governatore della Regione Campania De Luca, ha definito strana la caduta di Conte proprio a causa di questa velocità di cambiamento di opinioni. Questo non può essere dipeso dal solo Renzi, altrimenti il Movimento Cinque Stelle, lo stesso Pd non si sarebbero allineati ad una soluzione che prescindeva da un presidente del consiglio fino al giorno prima dichiarato insostituibile.
Tanto Conte era insostituibile che lo hanno abbandonato per un’intesa con Salvini, con Berlusconi, con Satana in persona e senza rimpianti. Questo è il giudizio su Conte che passerà alla storia, espresso, non dai suoi avversari di sempre ma dai suoi sostenitori di ieri. Ad esempio l’onorevole Di Maio si sente libero di esercitare il suo ministero degli Esteri nel governo Draghi, senza bisogno di Conte che lo accompagni a Bengasi.
Grillo si è spinto anche oltre. Draghi è uno di noi, ha detto. Forse Conte non lo era. Draghi incorporato dal Movimento Cinque Stelle, incensato dalla piattaforma Rousseau, significa la speranza che il Paese possa riprendersi e rilanciarsi, qualcosa che prescinde da Conte per non dire che Conte aveva compromesso.
Il profilo del nuovo governo così come si è delineato riverbera la personalità del presidente del Consiglio per gli aspetti economici finanziari. È la stessa impronta di Draghi ad emergere e ce n’è bisogno perché il rischio è la perdita dei fondi europei su cui il precedente governo ha solo fatto confusione  e pasticci vari.
l ministero della Giustizia è affidato al presidente Cartabia, la quale aveva detto con grande chiarezza nelle sue funzioni alla Consulta, che l’emergenza non era prevista dalla Costituzione repubblicana. Ci aspettiamo una diretta conseguenza del suo giudizio, anche perché il governo ha numeri sufficienti per ritornare all’urgenza che invece la Costituzione prevede eccome.
Il precedente governo aveva l’emergenza, senza l’urgenza. Stavano giorni a discutere provvedimenti senza senso e pure contestati da tutti coloro che dovevano applicarli, il Governatore De Luca in primis.
La conferma dell’onorevole Speranza alla Sanità può stupire. Speriamo che Ricciardi, il consulente scientifico del ministro, si rimetta una volta per tutte ad una linea di riservatezza. Non chiediamo, come chiese Travaglio, di cacciarlo.  Basterà che il ministro non sia surrogato dal commissario alla protezione civile.
Per il resto i partiti svolgeranno il loro compito, abbiamo pur sempre un governo parlamentare, non un governo celeste e questa è la vita democratica, può sempre migliorarsi.
L’assolutismo monocratico invece non è migliorabile nemmeno quando convocava gli Stati generali. Ricordiamo infine che il partito repubblicano ha chiesto la soluzione Draghi un anno fa e non un anno dopo. Quest’anno buttato resta pesante e cupo da superare anche per Draghi.