Non sapremmo dire se coloro che hanno contribuito a mettere l’Italia in uno stato catatonico vogliano scaricare tutta le responsabilità su Conte e lavarsi l’anima con un nuovo governo in cui presentarsi come innovatori.

Quello che è evidente è invece come certi metodi possano creare subito ostacoli al percorso di Draghi.  Come definire la mossa di rimangiarsi la data d’apertura sullo sci, con il caos che ne è conseguito? Non si tratta ovviamente della discussione se lo sci possa aprirsi o meno. Basterebbe guardare i dati dei contagi in Svizzera dove si è sciato e fare una stima per decidere sulla base di un fondamento sperimentale, non di ipotesi. Si tratta invece del fatto che si era promesso che si riapriva il 16 febbraio e il giorno prima si è detto: c’è ancora l’emergenza, restate chiusi, senza nemmeno le scuse.

Questo è stato lo spirito del governo precedente, improvvisazione e pressapochismo. Un governo può dire benissimo ai suoi cittadini: ci dispiace, ma visto che non capiamo niente, si rimarrà chiusi in tutte le attività per dodici mesi. Significa prepararsi per sopravvivere in condizioni drammatiche. Quello che un governo non può invece fare è dire ad ottobre che si chiude per salvaguardare il Natale, a Natale che si chiude per salvare il capodanno, a capodanno che si ripartirà il 15 gennaio, il 15 gennaio, il sette febbraio, il sette febbraio, il quindici ed il quindici ancora si sarà chiusi, fino a marzo.

Il lockdown forse si può sopportare, lo stillicidio a cui siamo ridotti no. Prima ancora che il governo si sia formalmente insediato, ecco arrivare il colpo di coda del vecchio regime che si dimena e cerca di far sbagliare il primo passo al nuovo. Ora si potrebbe discutere di alcune ramificazioni che forse occorreva recidere immediatamente.

Sono significative le dichiarazioni del professor Vaia dello Spallanzani in contrasto alle ultime sparate di Ricciardi. Bisogna prendere anche in considerazione che non è una situazione facile quella del nuovo governo, non lo è per la sua maggioranza, né per coloro che ne sono coinvolti personalmente. Non lo è per le tensioni e gli sviluppi inespressi che si preparano. Bisogna avere un attimo di pazienza nel giudizio.

È chiaro però che il governo dal momento in cui si insedia avrà bisogno di un orientamento completamente diverso da quello visto finora, che non possa essere posto in balia del primo infettivologo che si presenta in televisione. Si indichi un’alta autorità scientifica come riferimento e ci si attenga alle sue valutazioni, più essa è affidabile più sarà facile seguirla e ci si sbarazzerà prima di ultraterroristi e saltimbanchi che impazzano da un anno a questa parte.