Potremmo semplicemente dire del discorso del presidente Mario Draghi svolto al Senato che la Repubblica ha ritrovato una guida di governo. Draghi non aveva certo bisogno di mostrare la cultura democratica ed occidentale che ha sovrastato tutta la sua formazione di pensiero e la sua carriera professionale, fino agli incarichi istituzionali prestigiosi ricoperti.  Nel caso in cui invece, vi fosse qualcuno che non li conoscesse, ecco che ha avuto modo di rendersene conto direttamente.
Dal nostro punto di vista, Mario Draghi è la personalità più adatta a rappresentare il paese al prossimo G20, ma soprattutto egli è in grado di affrontare le sfide del nuovo secolo, dopo aver superato quelle del secolo precedente, un secolo che ha visto affermare una Società Aperta, contro le società che erano invece chiuse in loro stesse e sconfiggerle.
Questa è la lezione di Draghi. La formidabile convergenza parlamentare di cui oggi è oggetto, testimonia un soprassalto di maturità delle forze politiche parlamentari che va loro riconosciuto, ed anche il prestigio dell’uomo investito di tale fiducia, la sua carica ideale e di progetto.
Se eravamo sicuri che questa fosse la giusta scelta, l’abbiamo proposta il marzo scorso, abbiamo una nuova conferma dal suo intervento a Palazzo Madama. Per la prima volta si è ascoltato quello che non si era mai sentito prima, ovvero la volontà di ritornare ad una vita normale nel rispetto dei principi e delle leggi repubblicane.
Questo è un compito che riguarda tutti e non consente fazioni di genere alcuno, ma che e deve essere necessariamente svolto da una personalità del peso e del valore di Draghi.
È inutile che nascondiamo una forma di affinità all’agenda politica economica di Draghi. Essa precede all’incarico che si accinge a ricoprire e risale al ruolo svolto come presidente della Bce, ampliamente apprezzato. Ciò non toglie che la formazione del governo, le stesse decisioni che possa prendere il Presidente, o altre variabili ed imprevisti ci conducano necessariamente ad una piena condivisione del suo operato.
Il Pri non è in maggioranza ed è oltremodo libero delle sue valutazioni. Ma finalmente l’area politica che Draghi ed il Capo dello Stato, non lo dimenticheremo, hanno saputo insieme costituire, rappresenta sufficientemente quella maggioranza parlamentare indispensabile, non a formare un governo, ma ad affrontare l’emergenza che era stata proclamata.
Possiamo sperare che la presenza nella compagine ministeriale della professoressa Cartabia porti il governo a preferire ‘l’urgenza’, come prevede la Costituzione che l’emergenza, che invece non è prevista.  Ma quale che sarà la  scelta, questa sarà comunque pienamente legittima e pienamente costituzionale.
Il governo Draghi, da subito, pone la condizione fondamentale della salvaguardia della Repubblica che era necessaria ristabilire. Per il resto confidiamo molto nelle capacità del presidente incaricato e contiamo di non restare delusi.