Sono contento di aver letto nel discorso al Senato di Draghi, il senso vero dello spirito repubblicano, dello statista che non confonde il governo come un esercizio del potere per il potere. Dice Draghi: «Il tempo può essere sprecato anche nella sola preoccupazione di conservarlo». La sua è consapevolezza che occorre una visione e che il governo del paese è un servizio che si rende all’interesse generale del paese. Draghi dice che occorre il coraggio di scelte fondamentali anche impopolari, quel coraggio e quell’unità che portarono nel dopoguerra partiti così distanti, ideologicamente e politicamente a collaborare per la ricostruzione.

Draghi parla di ‘nuova ricostruzione’ e lo fa con grande visione politica e morale. Mazzinianamente, quando dice: «L’unità non è un’opzione ma un dovere». Mazzini parla di dovere verso la Repubblica come educazione alla cittadinanza, come rispetto delle leggi repubblicane condivise ma ne parla sopratutto come visione politica. Se tutti i cittadini compiono il loro dovere verso il patto sociale che è la Repubblica avranno realizzati anche i loro diritti.

Ma Draghi dà anche una lezione di metodo. Egli dice che la ricostruzione passa attraverso un grande piano di investimenti nei settori strategici della scuola, della ricerca, della digitalizzazione, dell’ambiente in un concorso di idee che metta insieme scelte di programma con i protagonisti sociali ed imprenditoriali e con i rappresentanti del popolo, il Parlamento.

È la politica di programmazione di Ugo La Malfa, è il piano di Lisbona di Giorgio La Malfa. La politica indica le priorità e la visione strategica assieme ai protagonisti socio -economici e il governo le realizza con progetti di qualità che coniugano ripresa e sviluppo in un’ottica che è italiana, europea, planetaria.

Vi è la visione del futuro, dell’impegno a creare un futuro per i giovani e a non sprecare tutto in manette e sussidi. Cosa c’è di diverso dalla concezione dei tre fratelli di Ugo La Malfa. Anche la visione ambientale non è la fiera del talebanismo integrale, ambientale
dei 5S o dei no TAV o di una concezione ambientalista che nega lo sviluppo ma di una concezione che coniuga i due aspetti, usando la tecnologia e regole di salvaguardia ambientale e del patrimonio artistico e culturale che sono grandi risorse per il paese.

Dopo aver sentito il discorso di Toninelli dubito che lo abbia capito, ma anche negli interventi del PD emerge una volontà di riferirsi alla continuità col governo Conte, cioè col peggior governo della Repubblica italiana. Del resto aver creato un coordinamento parlamentare dei partiti del vecchio governo PD, 5S,e Leu è la testimonianza che per costoro l’unità non è un dovere. Sembra più l’unità nella diversità di Togliatti, la preoccupazione di tenere insieme il populismo e l’estremismo massimalista dei 5S che senso ha dal punto di vista riformatore?

La presenza di un governo ombra non facilita il richiamo del presidente Mattarella
alla gravità del momento e a non chiudere in angusti confini di schieramento, una mission che deve vedere il contributo di tutti. Con tutto il rispetto per coloro che scoprono riferimenti repubblicani nell’intervento di Draghi, voglio dire che non poteva che essere così. Perché Draghi è uno statista repubblicano nel senso di rispetto dei valori della Repubblica e della sua storia europeista e Atlantica, anche quelli di un raccordo con UK per coordinare le politiche del G20 e del G7, ma anche di grande prudenza verso la Cina e la Russia pur confrontandosi con loro.

Draghi ha presente il senso di responsabilità nei confronti dell’interesse generale che tutti i governi dovrebbero avere per affrontare i problemi strutturali e le emergenze in atto. Lo ha presente non solo perché conosce la storia risorgimentale e sia il ruolo pragmatico di Cavour sia il sistema valoriale della democrazia senza aggettivi di cui Spadolini parlava motivandola dal manifesto dell’alleanza universale dei democratici del mondo di Mazzini.
Conosce la politica di Ugo La Malfa e di Azeglio Ciampi. È ricco di citazioni repubblicane il concetto di sovranità che non può essere nazionalismo della solitudine. Che come l’europeismo o è solidale o non merita una cessione di sovranità, così il sovranismo se è isolamento non ha alcuna possibilità di affrontare problemi di salute o economici di portata globale e quindi di dare rilancio e maggior benessere all’Italia.

Un discorso da statista fra nani che incensano ammirazione con distinguo, e che, quindi vorrebbero una continuità col governo Conte. Fratelli d’Italia invece vuole la discontinuità col governo Conte votando contro come votava contro prima. Uno squallido opportunismo di chi si richiama all’interesse nazionale votando contro al governo della solidarietà nazionale. Infatti la Meloni come risposta al gruppo del populismo di sinistra ha proposto un intergruppo del populismo sovranismo di destra. Dimostrando che le forze politiche estreme hanno in testa uno schema destra-sinistra che è la vera causa dei disastri attuali. Sono con la testa allo scontro maggioritario quando occorre la solidarietà, rimarcando confini di schieramento quando la libertà di movimento si ritrova solo con un periodo di tregua, di unità e con una legge elettorale proporzionale con sfiducia costruttiva che consenta alle forze riformatrice più ‘repubblicane’ di accordarsi sui programmi del paese e governarne l’interesse generale.

Draghi è un grande politico, perché ha visione, perché fa scelte di interesse generale, perché fa appello ai valori della Costituzione Repubblicana, ai grandi uomini citandoli come Visentini, o evocandoli con le loro concezioni risorgimentali ed universali.

Noi, che fin da febbraio lo abbiamo scritto e che poi abbiamo fatto una proposta politica nazionale non possiamo che esserne orgogliosi, adesso dedichiamoci a dare un contributo alla costituzione di un ‘area Repubblicana, liberaldemocratica, azionista sapendo che il governo Draghi può essere un esempio programmatico e di metodo da non far morire. Chi si attarda a guardare se Salvini critica, se Zingaretti e Bettini fanno tattica, ad ogni puntura di spillo degli estremisti è un tapino senza visione strategica e politica, lasciamolo ululare al vento e proseguiamo, il futuro è repubblicano, può essere anche del PRI se impariamo che tutto parte dall’educazione del cittadino e dalla pratica del dovere.