Siamo rimasti esterrefatti che a poche ore dall’aggressione via web contro la senatrice Segre, sia stata aggredita in video anche l’onorevole Meloni.

È plausibile che la deputata non ne sia particolarmente turbata, resta il fatto che si ritiene impunemente di poter insolentire una donna e una cittadina della Repubblica a proprio piacimento.

Questo, deve essere ben chiaro, è per noi qualcosa di ignobile. Chiunque sia e qualunque cosa abbia fatto la senatrice Segre nella sua vita, chiunque sia e qualunque cosa faccia l’onorevole Meloni, la legge della Repubblica tutela entrambe e nella stessa misura.

La legalità repubblicana consente a ciascuno di dissentire da entrambe o da una sola di esse, nelle forme previste dalla libera opinione, che escludono qualsiasi riferimento personale.

La Repubblica tutela la persona, in particolare la tutela la Costituzione repubblicana, articolo 2, articolo 3 e articolo 13, “la libertà personale è inviolabile”. Verrebbe da dire che l’aver surrogato la Costituzione con un codice della protezione civile per un intero anno, ha avuto i suoi effetti sulla legge e sul diritto e queste ne sono le conseguenze.

Esiste l’idea malsana di cercare un nemico all’interno della Repubblica contro cui concentrare le proprie tendenza politiche, e questa è un’aggravante. Un conto poi sono le insolenze provenienti da un pubblico miserevole che si sfoga sui social. Uno ben diverso è  vedere una platea di professori universitari cimentarsi in un’opera di discriminazione volgare. Costoro non sono degni di insegnare all’università e andrebbero rimossi.