Cosa ci insegna il libro di Luca Palamara? Ci insegna che nessuna riforma della Giustizia può avere senso se non quella che incide profondamente sull’Ordine Giudiziario e sull’ordinamento del Governo della Magistratura.

È inutile pensare quindi ad una riforma dei codici o delle norme di ordine procedurale possa incidere profondamente sul senso di scoramento che oggi il cittadino percepisce davanti all’Amministrazione della Giustizia.

Anzi, se prima non si opera sull’Ordinamento Giudiziario, riforme come quella della prescrizione offrono ancora più potere al Sistema.

«Le spiego una cosa fondamentale per capire cosa è successo in Italia negli ultimi vent’anni. Un Procuratore della repubblica in gamba, se ha nel suo ufficio un paio di aggiunti e di sostituti svegli, un ufficiale di polizia giudiziaria che fa le indagini sul campo altrettanto bravo e ammanicato con i servizi segreti, e se questi signori hanno rapporti stretti con un paio di giornalisti di testate importanti – e soprattutto con il giudice che deve decidere i processi, frequentando magari l’abitazione… Ecco, se si crea una situazione del genere, quel gruppo e quella procura, mi creda, hanno più potere del Parlamento, del premier e del governo intero. Soprattutto perché fanno parte di un ‘Sistema’ che li ha messi lì e che per questo li lascia fare, oltre ovviamente a difenderli».

Quello che avete appena letto è un passo del libro di Luca Palamara, ex membro del Csm, ex capo dell’Anm (l’associazione magistrati), ex re delle nomine. Un libro di cui tutti parlano, che è appena uscito in libreria. Perché è un libro di straordinario interesse? Perché racconta fatti precisi (sui quali Palamara offre ampi riscontri e documenti in grado di dimostrarne la veridicità) i quali costituiscono la storia di un potere occulto ed eversivo – sì: occulto ed eversivo – che da alcuni decenni domina l’Italia azzerando la democrazia. No, no: non è la P2 di Licio Gelli, che fece solo chiacchiere. Si chiama Ma-gi-stra-tu-ra.

«Una volta si parlava di servizi segreti deviati. Lo Stato li sciolse. Noi oggi ci troviamo davanti ad un pezzo di magistratura che è deviata. E sappiamo che è il pezzo di comando che agisce anche sulla parte sana della magistratura. Lo sappiamo in modo concreto. Grazie al libro di Luca Palamara uscito da un paio di giorni in libreria. Un ex magistrato molto importante, capo dell’Anm, uno dei capi del Csm, è stato un pm importante. Poi è stato cacciato dalla magistratura per un’inchiesta, delle intercettazioni (rese in parte pubbliche in parte no)», dice Sansonetti, il direttore de Il Riformista e, come possiamo dargli torto?

«Una situazione di illegalità che però dilaga e modifica ferendo profondamente la democrazia decidendo della vita personale di molti di noi. Molti si ricordano la vicenda della P2 che fu uno scandalo pazzesco, cadde il governo. Possibile – conclude Sansonetti – che nessuno ora fa nulla?».