Quando Alphonse de La Martine scrisse la sua celebre Storia dei Girondini, fu un pianto generale. Poveri eroici rivoluzionari trucidati dalla faida interna al club giacobino. Vi furono storici tanto annebbiati che arrivarono a scrivere che i girondini erano invidiati per il loro talento, la loro giovinezza. Saint Just ventiseienne invidiava la giovinezza del trentunenne Vergniaud.
Ora, con tutto il rispetto per le virtù repubblicane della Gironda, il problema è che a parte il talento mostrato nelle belle lettere, oltre che nel rigore rivoluzionario, i primi eccidi di massa e la scristianizzazione avvennero su mandato girondino, caduta la monarchia, la Gironda si mostrò completamente incapace di di governare lo Stato.
Se la Gironda non fosse stata deposta, la Francia sarebbe caduta in due settimane il tempo che le armate del principe di Coburgo avrebbero messo ad arrivare a Parigi.  Bisognò abbattere le velleità della Gironda, rimuovere tutti i suoi generali, promuoverne altri e lanciare la mobilitazione di massa.
Le frontiere della Francia furono salve. Non è poi così diversa la situazione del nuovo governo italiano rispetto a quello appena cacciato. Il ministro Speranza aveva detto, il dicembre scorso, che servivano dodici milioni di vaccinati entro aprile. Visto che il governo pensava di vaccinare la gente invitandola in padiglioni primulati che manco erano stati allestiti,  scrivemmo subito che se Speranza fosse riuscito a vaccinarne anche soli sei milioni, avremmo sostenuto il governo Conte in punta di penna, come in punta di spada.
Ovviamente il governo Conte è caduto prima, perché nemmeno si era accorto che le dosi messe a contratto dall’Unione europea non avrebbero mai coperto il fabbisogno indicato dal suo ministro. Serviva fare come la Germania e c’era chi al governo lo aveva notato, il vice ministro Sileri, cioè di assicurarsi dosi extra contratto.
Il governo di cosa si preoccupava invece? Di minacciare le case farmaceutiche con una causa legale nei loro confronti. Ora c’è qualcuno che considera un simile governo tale da non portare l’Italia al disastro? Ma è ovvio che non è stato spazzato via mai troppo presto e appena spazzato via abbiamo un presidente del Consiglio che si è impegnato sulla commissione europea per reperire altri vaccini e il progetto di seicentomila vaccinati al giorno.
Dodici milioni in un mese, non in sei. È possibile che non ci riescano, nemmeno Danton riuscì a mobilitare cinquecentomila francesi in un giorno. Ma almeno abbiamo un’indicazione di marcia su cui valutare il governo, un piano realistico di vaccinazione che fino ad oggi non esisteva, ce n’era uno surreale, ed un metro per misurare cosa deve essere fatto.
Una speranza di cambiare passo al posto della certezza di essere abbattuti, lo stesso che distinse la Montagna dalla Gironda. Tanto per ricordare, Grillo lo disse subito entrando in parlamento che avrebbe voluto essere la Montagna. Si era ridotto alla Gironda. Ora ha almeno una possibilità e con lui tutti noi.