Il prezzo della pace e quello della giustizia

Abbiamo perso un giovane Ambasciatore e un giovane Carabiniere, entrambi vittime del Dovere.

Li abbiamo persi fuori dal suolo patrio, all’estero, in un Continente che ha segnato l’alba dell’Umanità come siamo abituati a conoscerla (o crediamo di conoscerla) noi.

La “nostra Africa” – per parafrasare al plurale una nota pellicola di qualche anno fa – è un territorio difficile, pieno di contraddizioni e di animali selvaggi.

Ma l’Ambasciatore Attanasio e il Carabiniere Iacovacci non sono stati sbranati da belve inferocite.

Sono stati uccisi mentre cercavano di dare un contributo “positivo” in un contesto difficile e pericoloso.

Converrà ricordare in proposito come l’Italia – lo dice la nostra Costituzione – avvinca in modo mirabile i Suoi uomini all’estero con i nobili Valori della Pace e della Giustizia.

L’Italia – recita l’art.11, uno dei Principi Fondamentali della nostra Carta – ripudia da un lato la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali; consente dall’altro, in condizioni di parità con gli altri Stati, alle limitazioni di sovranità necessarie ad un ordinamento che assicuri la pace e la giustizia fra le Nazioni, promuovendo e favorendo le organizzazioni internazionali rivolte a tale scopo.

La Pace e la Giustizia sono due Valori necessariamente globali, che non interessano solo i “soldati” in senso stretto.

Va reso onore a chi – da servitore, “minister”, ed in rappresentanza del nostro Paese – mette a repentaglio la propria vita per promuoverli e favorirli.

Col sorriso negli occhi e, ne sono certo, pienamente consapevole del caro prezzo che potrebbe improvvisamente essere chiamato a pagare.

Poche Regole chiare, ci salveranno tutti!