I primi effetti energizzanti del governo Draghi, che il PRI propose apertamente a Marzo 2020 con un intervento sulla Stampa e a Maggio 2020 con una nota sul Foglio, si sono già irradiati con la forza della kryptonite. La credibilità e autorevolezza del presidente del consiglio hanno innescato un cambio di passo nell’azione di governo e mostrato che esistono possibilità concrete per l’Italia di uscire dalla crisi economica e sanitaria con le armi della serietà e della competenza.

Ma la stagione di Draghi è anche un cruciale momento di cambiamento della politica. Essa certifica in modo indiscutibile la resa del ceto politico peronista e populista di fronte alla realtà di uno spettacolare fallimento di governance. Per non essere travolti dalla crisi di sistema, i partiti peronisti di destra e populisti di sinistra hanno dovuto affidarsi a un premier che possiede la caratura istituzionale e la capacità amministrativa che a loro manca, e che, rappresentandoli in pieno, dimostra l’indispensabilità dei valori liberaldemocratici, repubblicani, azionisti, euroatlantici e riformatori, in questa fase di autodistruzione della politica.

Oggi è nata una proposta politica che riunisce coloro che i valori liberaldemocratici, repubblicani, azionisti, euroatlantici e riformatori li sostengono da sempre e non da pochi giorni per interessi di bottega.

Azione, +Europa, Partito Repubblicano Italiano, Alleanza Liberaldemocratica per l’Italia (ALI), I Liberali, hanno dato il kickoff all’attività del comitato scientifico del Programma per l’Italia, che avrà il compito, coinvolgendo personalità del mondo della cultura, dell’economia, delle professioni, del lavoro, dell’imprenditoria, del volontariato e della politica, di formulare proposte sui principali temi di policy, con lo scopo finale di arrivare a preparare un programma contenente principi valoriali e soluzioni concrete per accompagnare l’Italia nella modernità, risanandone l’economia e il tessuto sociale, e mantenendo saldo l’ancoraggio euroatlantico.

Il comitato scientifico è presieduto da Carlo Cottarelli e ne fanno parte Sara Biglieri, Rosamaria Bitetti, Michele Bugliesi, Carlo Alberto Carnevale Maffè, Giuliano Cazzola, Alessandro De Nicola, Mirko degli Esposti, Franco Debenedetti, Silvia Enrico, Giampaolo Galli, Riccardo Gallo, Fabio Garaventa, Oscar Giannino, Giovanni Gilli, Michele Governatori, Alessandra Lanza, Andrea Mazziotti, Enrico Musso, Giulia Pastorella, Alberto Pera, Bepi Pezzulli, Barbara Pontecorvo, Carlo Scognamiglio, Simona Viola, mentre altri esperti si aggiungeranno ai tavoli di lavoro in corso d’opera.

L’iniziativa è aperta ad altri movimenti o associazioni culturali nonché formazioni politiche di ispirazione liberaldemocratica e riformatrice – ma senza perseguire inutili cartelli d’interdizione politica “centristi” resipiscenti di meccanismi politici spazzati via dalla storia. Al contrario, il Programma per l’Italia parte dalle idee e dai valori comuni per raccogliere contributi senza primazie o egemonismi che non appartengono alla cultura liberaldemocratica. L’obiettivo di Programma per l’Italia è quello di partecipare con proposte attivabili al lavoro di Mario Draghi, e di organizzare una proposta politica che, nel momento inevitabile della transizione, possa continuare a garantire serietà e competenza e proteggere la ritrovata reputazione internazionale dell’Italia.

Bene ha detto Corrado de Rinaldis Saponaro, facendo eco alle parole di uguale tenore di Carlo Calenda, Emma Bonino, Alessandra Lanza, Silvia Enrico ed Edoardo Croci, “la convergenza sui valori e l’aggregazione sulle idee supera le differenze e divisioni che in passato hanno impedito il formarsi di una voce liberaldemocratica”.

E raramente il passato ritorna.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.