Io non ho mai smesso di fare politica sin da quel giorno, nel lontano 1991, quando mi iscrissi al Partito Repubblicano Italiano. In questi ultimi anni, ho esposto le mie idee politiche anche da battitore libero, non rimpiango nulla di questa fase di confronto, diciamo, a pensiero libero e che mi ha visto, in una parentesi elettorale, anche concorrere alle ultime elezioni e sempre da uomo libero, al Senato della Repubblica.

La politica però deve assumere, quando è alta, un pensiero propositivo sul fare e fare significa, innanzitutto, dare in proporzione delle proprie capacità ed esperienze. Mi trovo nel ‘Programma per l’Italia’ nel quale sono stato inserito grazie alla scelta della dirigenza del Partito repubblicano, in cui milito come detto sin da quando avevo 20 anni, pronto al confronto con personalità di grande caratura ed esperienza politica anche di diverso orientamento, seppur all’interno di quella grande famiglia che mai ha trovato una sintesi nel nostro paese e che è la famiglia del pensiero laico, liberale, democratico e repubblicano.

In questi anni abbiamo visto un Ministro della Giustizia sproloquiare su istituti giuridici di fondamentale importanza per la tutela dei diritti più elementari ed anche questo, tra le altre cose non meno importanti, mi ha spinto ad offrire quella disponibilità di impegno che oggi si concretizza nella nomina nel gruppo di lavoro presieduto da professor Carlo Cottarelli.

Questa responsabilità la considero innanzitutto un riconoscimento oltre che al mio impegno professionale, al mio coraggio di aprire quel velo di ipocrisia che spesso caratterizza la discussione sui temi della giustizia. La giustizia è uno dei temi più delicati e cruciali per il futuro della Repubblica. Su questo tema oggi si deve avere il coraggio di impegnarsi col dovuto rispetto all’autorità della magistratura ma, anche con la forza della ragione che non può non intravvedere derive pericolose per quei principi che i Padri costituenti lottarono per avere sulla Carta Costituzionale e che oggi sono, per molti aspetti, irriconoscibili.

Cercherò di farlo in primis come cittadino e poi come avvocato, conscio dell’alta responsabilità che ciò rappresenta per la storia del pensiero libero, laico e repubblicano che iscrive nei doveri, prima ancora che nei diritti, la forza da cui devono avere origine democrazia e libertà.