Francia, Germania, Italia, Regno Unito e USA hanno rilasciato una dichiarazione congiunta che accoglie con favore “il voto di fiducia della maggioranza della Camera dei Rappresentanti riuniti a Sirte dall’8 al 10 marzo per approvare il gabinetto scelto dal primo ministro designato Abdulhamid Dbehiba per un governo provvisorio di unità nazionale in Libia”.

Per i governi interessati, il voto favorevole al governo provvisorio della Libia è un passo fondamentale sulla strada verso l’unificazione delle istituzioni libiche e una soluzione politica globale alla crisi del paese. Attraverso il processo di Berlino, i 5 firmatari della dichiarazione congiunta si dicono determinati a sostenere il percorso di pacificazione insieme con le Nazioni Unite e d’intesa con i partner internazionali.

Il primo ministro del governo di Tripoli Fayez al-Sarraj ha accettato il voto della Camera dei Rappresentanti e si è detto disponibile a passare il potere.

La nuova autorità esecutiva ad interim avrà il compito principale di organizzare elezioni presidenziali e parlamentari libere e democratiche il 24 dicembre 2021, seguite da un trasferimento di autorità ai leader democraticamente scelti della Libia; attuare pienamente l’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020; e iniziare un processo di riconciliazione nazionale.

Quello guidato da Dbeibah è il primo governo almeno nominalmente unitario che la Libia è stata in grado di formare da quasi sette anni. La sua autorità e capacità di rispettare l’obiettivo di tenere elezioni democratiche e redigere una nuova Costituzione rimangono tuttavia ancora da verificare. Il problema è che sul territorio ogni attività economica e istituzione politica rimangono al momento sotto il controllo delle milizie. Per questo, è necessario che tutte le attuali autorità e attori libici accettino di garantire un passaggio di consegne regolare e costruttivo di tutte le competenze e i doveri al governo provvisorio di unità nazionale.

Francia, Germania, Italia, Regno Unito e USA sono riusciti ad imporre il ritiro delle forze straniere e dei mercenari dalla zona intorno all’aeroporto di Ghardabya. I membri della Camera dei Rappresentanti possono ora partecipare in modo sicuro alla sessione parlamentare a Sirte, protetti dalla Commissione militare congiunta 5+5. Ma è ora importante che tale sviluppo rappresenti un passo irreversibile verso la piena attuazione dell’accordo di cessate il fuoco del 23 ottobre 2020, rimasto inapplicato, che prevede il ritiro di tutti i combattenti stranieri e mercenari da tutta la Libia.

La dichiarazione congiunta oltre a restituire all’Italia un ruolo attivo sul tavolo di crisi sembra chiudere l’operazione di riallineamento della Francia sul dossier Libia. Su di esso, Italia e Francia sono state a lungo contrapposte. Soltanto da pochi mesi, con il ridimensionamento del capo del governo di Tobruk, il generale Khalifa Haftar, Parigi ha aperto, sia pure con riluttanza, alla nuova soluzione negoziata per la Libia. Il Ministro degli Esteri francese Jean-Yves Le Drian ha segnalato una maggiore disponibilità a collaborare con Roma, mentre il governo italiano ha, con altrettanta riluttanza, garantito l’invio di ulteriori truppe italiane a supporto della missione militare francese nel Sahel.

In Libia sono presenti la Missione di Sostegno delle Nazioni Unite (UNSMIL) e l’Inviato Speciale del Segretario Generale delle Nazioni Unite, Jan Kubiš.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.