Nei “Promessi Sposi” il Manzoni scrive del sonno del vincitore della battaglia nelle Fiandre, al tempo della guerra dei Trent’anni, il principe di Condè. Era di questo grande generale il sonno di cui avrebbe anche goduto Enrico Letta la notte precedente l’assemblea del partito democratico? La nostra stampa lo dà per scontato, il dubbio è che sia stata imbeccata. I principi di Condè – Valois sono diversi e quello più famoso e vicino a noi, finì fucilato in un fossato a Vincennes, nel 1810. Il duca D’Enghien era un principe di Condè.

Il nuovo segretario del Pd è ritornato sulla scena politica nazionale riesumando il ricordo di un Borbone. Letta è uomo di alta cultura, penserà forse come Sant’Agostino che il tempo vada indietro invece che avanti. Di sicuro non è andata molto avanti la scelta delle primarie per l’elezione del segretario nel Pd. Dettaglio di una qualche importanza, visto che le primarie erano state celebrate come una grande trasformazione di partecipazione popolare e di coinvolgimento degli iscritti. Una svolta nella vita del partito, vantata persino come un profondo cambiamento della politica italiana. Ebbene è stata cancellata di colpo. Sarà la pandemia, magari, ma non se ne è nemmeno fatto un cenno o espresso un qualche minimo rimpianto. Cosa caspita erano dunque le primarie? Un nulla. Cosa sarebbero invece le poltrone? Tutto.

Questo aveva detto Zingaretti al momento delle sue dimissioni, il Pd era un partito interessato solo alle poltrone, al punto di aver dimenticato la soluzione delle primarie. Così è stata data la corona ad un esiliato, il quale ha avuto la bella idea di presentarsi citando la notte di un Borbone. Di buono c’è che nessuno potrà più accusarli di comunismo!

Lo schema politico riesumato da Letta è quello della stagione che l’ha visto protagonista, ovvero lo scontro con la destra. Non è una grandissima idea, perché la destra ora come ora lo sovrasta. Per batterla dovrebbe provare prima a smontarla.

E Come mai il Pd è così indietro nei sondaggi? Ha passato un anno interno al governo a chiedere il Mes, senza che nessuno gli desse retta, e per quanto possa essere discutibile, il Mes era almeno un tema pertinente. Letta per recuperare posizioni ha pensato bene di rilanciare lo ius soli.

E’ possibile che Draghi trovi anche il tempo per prendere in considerazione questa richiesta. Il presidente del Consiglio avrà sicuramente più tatto di quanto Conte a suo tempo ne ebbe nei confronti delle proposte di Zingaretti. Nel caso in cui fosse invece impossibile esaudire i buoni propositi di Letta, sarà interessante vedere cosa farà il Pd. Forse la crisi di governo? Prego, si accomodi.

Nel frattempo riprenderemo le antiche letture del Manzoni. Ancora non sappiamo con sicurezza a quale Condè Letta si riferisse. Abbiamo invece già un’ idea del Condè a cui rischia di assomigliare.