In questi giorni di chiusura totale delle scuole di ogni ordine e grado in gran parte del Paese, si moltiplicano le proteste e le preoccupazioni delle famiglie e degli stessi studenti per un altro anno di studi compromesso e per un  futuro privo di certezze, che lascia solo spazio alla speranza.

E’ vero che i nostri bravi e tenaci docenti, tra mille difficoltà, hanno cercato, con la didattica a distanza, di sopperire alle lezioni in presenza, ma è altresì vero che la DAD non può consentire un rapporto empatico e realmente educativo tra insegnante ed allievo, non può agire proficuamente sulle fasce deboli, ovvero su tutti quegli alunni che per motivi vari hanno bisogno di interventi personalizzati, non può curarsi adeguatamente delle eccellenze, dal momento che la lezione telematica rende già problematico il controllo dell’attenzione e della partecipazione sull’intera classe.

Questa grave situazione dura ormai da quasi due anni, un tempo davvero infinito nel percorso scolastico di uno studente di qualsiasi età, un tempo che lascerà dei vuoti nella sua formazione, carenze che si trascineranno negli anni anche a livello psicologico e socio-relazionale, poiché la solitudine, specie per gli adolescenti, può diventare un vero e proprio malessere esistenziale.

Potrà servire prevedere solo il prolungamento dell’anno scolastico, con corsi di recupero (per chi ne ha necessità), come prospettato? Non sarebbe, forse, meglio ripensare completamente all’organizzazione del tempo-scuola, privilegiando, fin dal prossimo settembre, con un incremento di docenti, tempi pieni e tempi prolungati per la scuola primaria e per la secondaria di primo grado? Non sarebbe meglio intensificare l’offerta formativa della secondaria superiore con attività di studio-ricerca in orario aggiuntivo o con iniziative extracurricolari, in orario pomeridiano, come l’apprezzabile progetto ministeriale Scuole aperte di qualche anno fa? (laboratori di arte, musica, teatro informatica, lingue… per coinvolgere, interessare, aggregare gli studenti). Sarebbero tutte occasioni per consentire ai nostri ragazzi di recuperare il tempo perduto, in tutte le sue dimensioni, e di ricominciare a ritrovare se stessi.