Siamo grati al presidente dell’Aifa il professor Magrini che si è recato in televisione per dire che il vaccino AstraZeneca è completamente sicuro e che lo stop alla somministrazione concordata a livello europeo appare più questione diplomatica che prudenziale. In Italia, circa un milione di persone lo avrebbero già ricevuto e molte altre sono in lista di attesa per riceverlo ed un ritardo a fronte del programma di intensificazione deciso dal nuovo governo, comporterebbe un problema serio. Sul fronte vaccinazioni le cose sono partite piuttosto male. Ancora al 19 di febbraio si registrava un tasso di vaccinazione solo del 6% per gli ottantenni e solo in questi ultimi giorni la situazione si presenta in maniera ben diversa con una percentuale quasi al 20%. E’ vero che è stata data la precedenza agli operatori sanitari ma si denunciano almeno settecentomila vaccinati senza requisiti.

E questa notizia per la quale settecentomila persone che hanno avuto il vaccino senza necessità di urgenza a dispetto di altri che sicuramente ne avevano potrebbe essere costata almeno cinquanta morti in più. Nessuno che abbia qualcosa da recriminare, eppure quando i decessi divengono una statistica, la vita non conta più niente.

In condizioni simili, il blocco di un solo vaccino ha un’incidenza drammatica. Bisogna anche considerare con quello sanitario l’aspetto politico. L’altro ieri si è votato in Germania, dove nel Baden Wurttemberg e in Renania Palinato, il partito del cancelliere Merkel è scivolato ai suoi minimi storici. L’elettorato lamenta la lentezza del piano vaccinazioni e l’eccesso di misure restrittive che dopo mesi si vorrebbero allentate. Solo un piano di vaccinazioni efficace è dunque in grado di far sopportare lo stato di prescrizioni ai cittadini, soprattutto in Italia, dove ne abbiamo avute più a lungo e maggiori che in Germania.

Il governo Draghi ha puntato giustamente sulla campagna di vaccinazioni, tanto da aver ritenuto necessario rimuovere la gestione commissariale e rimodularne l’organizzazione perché ritenute entrambe inadeguate. Si è riusciti a raggiungere le 180 mila vaccinazioni in un giorno, è questa non è ancora una cifra soddisfacente. Il nuovo governo punta alle 500 mila e il prima possibile.

Se venisse a mancare la materia prima, quando ancora non si sono ammassate tutte le scorte, gli effetti sarebbero desolanti, per la salute e per la credibilità del governo. Senza contare il nuovo effetto panico che qualcuno ha subito cercato di alimentare.

C’è chi ancora convinto che le cose siano rimaste le stesse o che tali possano tornare, negando l’ impatto del cambiamento necessario per riaprire e rimettere in moto un paese rattrappito dalle scelte sbagliate compiute fino a ieri, cominciando dalla somministrazione della doppia dose, quando le dosi mancavano e si progettavano padiglioni floreali da impiantare nel paese con la gente che sta morendo.