Sarebbe stato interessante ora che il Comitato tecnico scientifico ritiene di aver concluso il suo mandato ed intende sciogliersi a breve, conoscere il suo parere sulla situazione cinese. Ad un anno dalle immagini di quel poveraccio che si vedeva stramazzare nelle strade di Wuhan, la Cina, un miliardo e mezzo di popolazione, ha dichiarato cinquemila morti per covid e riaperto tutto da febbraio. Al comitato tecnico scientifico, ritengono credibile questo dato cinese e se se si, come se lo spiegano?

D’altra parte si comprende come sarebbe imbarazzante dire che i cinesi mentono. Fortuna che il comitato tecnico scientifico non sia più quello di un governo che aveva appena concluso un accordo bilaterale con la Cina dove una città come quella di Wuhan aveva triplicato i voli verso  l’Italia. In tempi di guerra fredda avremmo pensato che le autorità cinesi sapevano del contagio e radunati i loro ammalati ce li hanno spediti tutti.

Sicuramente l’esplosione della pandemia in Italia prescinde dai nostri rapporti particolari con la Cina, tanto è vero né il comitato, né il governo precedente se ne erano preoccupati. Il paese era al sicuro, dicevano ancora lo scorso febbraio. Se vediamo Stati più vicini a noi una certa esitazione nelle valutazioni è comune. Erdogan, ad esempio, proprio non ne voleva sapere dei timori dei suoi scienziati e ci ha messo un botto a prendere misure congrue alle necessità e quelle che poi aveva preso ad ottobre voleva allentarle e quelle che ha dovuto mantenere, le ha fatte cadere il mese scorso su almeno il trenta per cento del territorio nazionale. Ad esempio, la Turchia ha riaperto le scuole, non le ha chiuse. Anche in questo caso, i dati ufficiali sono interessanti, ottanta milioni di abitanti, 22 mila decessi per covid. Se non sono credibili i dati cinesi, possono esserli quelli forniti dai turchi? I cinesi possono inventarsi quello che vogliono, mentre le autorità turche di quanto potrebbero sminuire le loro vittime? Della metà? Del triplo? Anche se avessero quattro volte i morti dichiarati, in proporzione, la Turchia se la sarebbe cavata molto meglio dell’Italia.

Sarebbe interessante capire il punto di vista del comitato tecnico scientifico su questa ipotetica discrepanza che corre fra percentuali di popolazione e morti della pandemia, e perché quindi, nonostante il nostro regime particolarmente aspro delle misure adottate, l’Italia è stata ed è più flagellata di altri. Anche in questi giorni con il nuovo lock down, non ci fossero i vaccini saremmo tornati al punto di partenza dell’anno scorso,   500 morti, quando dappertutto sembrerebbero in calo.

Altresì saremmo curiosi di sapere se il comitato ha studiato l’onda dei contagi nei paesi a noi confinanti dopo che quelli avevano deciso di tenere aperta la montagna in questi mesi, quei versanti alpini dove si scia, insomma. Ai nostri occhi inesperti non pare di vedere  un incremento della curva  dei contagi tendenziale  e anche nel caso di Svizzera ed Austria, i morti sono rimasti di meno, sempre in proporzione, dei nostri dove pure la montagna è stata abbandonata. Sbagliamo?

Avremmo ancora tante domande da rivolgere al comitato tecnico e scientifico e ci addolora sapere che abbia esaurito il suo mandato quando prima di ricevere i dovuti  onori che gli spettano sia stato sottoposto, persino con i famigliari, ad orribili minacce da parte di decine di cittadini anonimi. Una vergogna che ci sia chi si lamenta contro l’ottimo comitato. E’ molto triste questa mancanza di riconoscenza per il servizio tanto importante reso alla nazione.