Ad un anno dalla tragedia avvenuta nel bergamasco è importante che l’Ema abbia riautorizzato il vaccino Astrazeneca. Il tempo perso, per questa sospensione può essere stato fatale. Si ritiene che il virus sia in grado di fare danni nell’ambito di 24 ore. Per chiudere Alzano e Nembro se ne attesero il febbraio 2020, altre 48. Chi ha sollevato dubbi sugli effetti di Astrazeneca ha ignorato che era utilizzato da mesi. Ma la cosa più importante è quella di ripartire con la necessaria efficacia, potendo contare sull’intero arsenale di vaccini messo a nostra disposizione, magari incrementandolo ulteriormente.
Siamo ancora molto indietro, anche se siamo passati dai ventimila di Arcuri, al ritmo di centocinquantamila vaccinati al giorno. Servirà un grande impegno del governo, dei media e della popolazione per recuperare il tempo perso. I morti quotidiani lasciano capire che avremo ancora mesi molto difficili. Le misure restrittive prese dal governo sono dolorose, quanto inevitabili. Purtroppo contengono relativamente un virus che sembra capace di infrangere anche le più strette regole di sicurezza. Solo la vaccinazione potrà cambiare questa situazione tragica ed è importante che l’insieme della comunità scientifica si trovi d’accordo sull’importanza delle vaccinazioni. Perché a distanza di un anno contiamo su un paio di migliaia di terapie intensive in più e lo stesso personale ospedaliero allo stremo.
Può anche darsi di un destino cinico e baro mossosi contro l’Italia ed in particolare contro la Lombardia. Questa nostra Regione da sola ha più del doppio delle vittime dell’intero Giappone, quasi il quadruplo di quelle registrate in Cina, praticamente le stesse che vi sono state in tutta la Turchia.
E’ vero che il complesso dei paesi occidentali si ritrova più o meno nelle nostre stesse condizioni, ma non tutti i paesi occidentali hanno assunto le nostre misure, mai così a lungo. O la nostra popolazione si rifiuta di conformarsi a quelle che si definiscono regole di condotta, o queste regole non sono adeguate ad uscire dalla pandemia. O entrambe le cose. Per questo contano solo i vaccini, non staremo a dire ai cittadini italiani che sono in colpa perché non riescono a tenere due metri di distanza l’uno dall’altro. Fornitegli degli scafandri.

Il presidente del Consiglio nella giornata del ricordo per le vittime del covid ha detto che lo Stato non lascerà più solo nessuno come pure è accaduto l’anno scorso nella provincia di Bergamo. Lo Stato si mostrò impreparato ed assente, persino incosciente. C’è una procura che conduce un’inchiesta, ne aspettiamo i risultati.
Per recuperare il vuoto creato con i cittadini di Bergamo non basteranno certo le rassicurazioni e le migliori intenzioni, per quanto apprezzabili, del nuovo governo. Occorre ristabilire la verità su cosa è accaduto allora per capire come sia stato possibile questo massacro, individuarne le responsabilità e  fare Giustizia.