La Lombardia è stata una delle aree del paese più colpite dalla pandemia e dove lo Stato ha dato le risposte peggiori. Il Veneto tracciava subito i contagi isolando il comune di Vo, la Lombardia ed il governo italiano si rimpallavano la decisione di chiudere Alzano e Nembro per settimane.  Poi dopo un’ultima  esitazione di 48 ore hanno esteso l’isolamento all’intera Regione, accompagnato da una fuga di notizie utile a far fuggire tutti quelli che non volevano restare bloccati da disposizioni che li condannavano al contagio.

Il disastro che ne è conseguito  è stato della portata che tutti hanno visto tanto  che il governo nazionale finalmente è stato abbattuto. E la Regione Lombarda? Ha cambiato l’assessore alla sanità come una grande svolta. Può stupire che la Lombardia non sia solo fra le aree più colpite dalla pandemia ma continui a sprecare occasioni persino sui vaccini? Il nuovo commissario regionale, l’eccezionale trovata di efficienza, Bertolaso, non si è scomposto. Vacciniamo 15 mila persone al giorno ha detto. Lo stesso stile autocompiaciuto di Arcuri, perché 15 mila al giorno sono pochi e mancano pure all’appello quelli della chiamata del giorno precedente che nessuno ha avvisato del loro turno.  E non possiamo sorvolare sull’incredibile  ritardo lombardo rispetto a quello di altre Regioni ben più agguerrite nella somministrazione delle loro dosi, dei medici mandati in vacanza.

In queste condizioni è ancora più  incredibile pensare che la gente la si  raduni in un padiglione. Il vaccino va portato strada per strada, casa per casa, Bertolaso salga su un auto e fermi la gente per vaccinarla, chieda al professor Galli di accompagnarlo.

L’onorevole Salvini ha preso questo ennesimo disastro con minor flemma, ingiungendo, chi sbaglia paga. La Regione Lombarda sbaglia da più di un anno e adesso se la prende con un’agenzia incaricata di avvisare i vaccinandi del loro turno, che non l’avrebbe fatto.

Non va sospeso il contratto con l’agenzia, va sospesa l’intera giunta regionale, il suo presidente in testa, i suoi collaboratori, prima che si confermino una ennesima  volta come la principale piaga nella lotta alla pandemia, dopo essere stati formidabili  nel riuscire  a lasciarla diffondere.