E’ possibile che la lenta discesa dei contagi corrisponda ad una incapacità della popolazione italiana di rispettare le regole imposte dai comitati tecnici scientifici del governo, quello Conte e quello di oggi. Il presidente dell’Istituto di Sanità, Brusaferro, ha spiegato infatti che il miglioramento c’è, e vorremmo pure vedere, con dieci milioni di vaccinati e dopo più di centomila morti, ma che è comunque troppo lento.

Per mesi abbiamo ascoltato personalità importanti della vita pubblica e privata italiana lamentare il malcostume dei nostri concittadini che non rispettano le regole. Sicuramente hanno ragione, ma come dire, la società democratica non era fatta per assumere la disciplina  che si tiene in un gulag o in un campo di concentramento.

Non solleviamo una questione scientifica, qualcuno pensa o ha pensato che da questo pulpito si vogliano dare lezioni alla scienza. Ne solleviamo invece una squisitamente ideale. Pensate, ci sono degli ideali anche nelle società di oggi e guardate li si agita, per ricordare che le cose possono sempre migliorare.  Di questo accusavamo il precedente governo, l’impostazione rivolta al solo orizzonte delle restrizioni, con tanto di una veste sacerdotale calata sul presidente del consiglio della Repubblica, che si presentava in televisione la notte ad illustrare  misure di privazione della libertà dei cittadini tutto contento di se stesso. La parodia di una dittatura.

Ora che siamo usciti da quel clima infame, la Repubblica si confronta con problemi reali e cerca di risolverli. Nella nuova maggioranza c’è una dialettica fra restrizioni ed aperture, destinata ad esaurirsi presto. Questo perché i vaccini fanno la loro corsa, ed il principale merito del nuovo governo e di aver compreso la situazione delicata sui vaccini e le vaccinazioni, riuscendo a cambiare il palinsesto disperato che era stato allestito in piena corsa. Avremmo avuto meno morti e diminuito i contagi se oltre a preoccuparci di reperire da subito le dosi sufficienti, cosa possibilissima con una qualche intelligenza, ad esempio sarebbe bastato ascoltare il vice ministro Sileri, non avessimo sprecato quelle che si avevano per somministrarle ad una platea priva di requisiti.

Fino al tredici febbraio scorso avevamo vaccinato solo il 4 per cento degli ultra ottantenni, ed un milione di persone senza motivo su sei milioni scarsi di vaccinati, inclusi le seconde dosi che si potevano somministrare successivamente. Questa l’osservazione che ci permettiamo di fare al dottor Brusaferro. Infatti è gioco facile per l’opposizione dire allora che tutte le misure prese sono state sbagliate sia da Conte che da Draghi, come sostiene l’onorevole Meloni, senza soluzione di discontinuità.

Non fosse che questo attuale è il governo che riaprirà il paese. Quando l’altro era quello che lo teneva e lo avrebbe lasciato chiuso non si sa fino a quando.