Fa piacere vedere, dopo un anno passato in salamelecchi, persino gli inviati delle redazioni dei tg spingersi a criticare il governo. La pubblica opinione esiste per questo, esercitare un diritto di contestazione dell’esecutivo e ci mancherebbe. Deve però sapere anche preoccuparsi di un’informazione corretta, non lo era la sovra scritta dei servizi giornalistici di Sky  che riproduceva un  numero di vaccinazioni sballata, in quanto ignorava la doppia somministrazione. La particolare cura della programmazione Sky nel chiedere fondi alla protezione civile per tutto un anno si è trasformata  nel misconoscimento dei dati complessivi sulle vaccinazioni. Anche per questo, chi ha passato ogni santo giorno ad accusare l’operato del vecchio governo, incluso quello di chiedere soldi ai cittadini per la protezione civile attraverso le televisioni, difende tranquillamente l’attuale.  Si è insediato da meno di cento giorni  sotto il peso di un’ eredità che schianterebbe un toro. Non è un’ attenuante, è un fatto.

Abbiamo messo un militare a gestire le vaccinazioni per cambiare il passo di marcia. A Pasqua il passo si è fermato, come ha detto il professor Burioni, un altro che ha assaporato  finalmente il gusto di criticare il governo. Indicato l’obiettivo delle cinquecento mila vaccinazioni e dopo aver toccato quello delle 250 mila, il governo è scivolato su cifre tali da far credere che sia tornato Arcuri, colui che si preoccupava di monobanchi, monopattini e padiglioni.
I presupposti della campagna vaccinale sono stati sbagliati da quella gestione precedente, a maggior ragione l’attuale non può permettersi errori. Sarebbe stato molto utile che quando il super commissario Arcuri scaricava con le sue manine una cassetta di vaccini da un furgone semi vuoto, qualcuno della stampa, della televisione, qualche illustre scienziato, oltre la voce repubblicana, si chiedesse cosa si stava facendo. Bisognava  chiedere al vecchio governo, come chiedemmo da questo giornale, di impegnarsi immediatamente per reperire una quantità di vaccini congrua e non una simbolica. Poi si sperava che  almeno il piano di vaccinazione avesse un qualche senso. Si è invece corsi a vaccinare una platea di un milione di persone priva di requisiti con una percentuale di over ottantenni pari al 4 per cento. Azione da denuncia e da inchiesta penale.  Il nuovo governo lo ha compreso. Per cui non si capisce il rallentamento pasquale. Forse mancano i vaccini? Il nuovo commissario ne promette a iosa, e le scorte attuali non sono esaurite, per lo meno dai dati, leggiamo che le Regioni non ne hanno mai impiegato il 90 per cento. Se le Regioni stanno sbagliando, il governo concentri su di se lo sforzo di somministrazione, tolga le competenze alle Regioni. Dispone di una maggioranza tale da poterselo permettere.

Per primi gli abbiamo detto di usare le farmacie per vaccinare la gente, adesso gli diciamo di sbrigarsi a renderle operative. Se poi i vaccini non bastassero attenzione a restare confinati nell’ambito degli accordi della commissione europea. Nessuno ha fatto l’Europa comunitaria per essere limitato nell’azione di tutela della vita dei suoi concittadini. Bisogna avere il coltello fra i denti, ha detto più volte il ministro Speranza, e pure lui sembra portato a stare in pantofole.

Serve una scossa nelle prossime settimane, anche perché come si vede, il paese è in ebollizione, al punto limite. Il ministro Lamorgese ha detto che le proteste che si sono viste ieri sono inaccettabili. Il problema è che sono il prodotto di un tentativo di ospedalizzazione della società italiana che non porta da nessuna parte. E’ di martedì scorso la notizia che le squadre dei Nas hanno rivelato tracce di covid sui mezzi pubblici che pure sono sempre in funzione. Ti stupisci che coloro che sono stati capaci di mettere in sicurezza i loro locali poi si rivoltino all’idea di vederseli chiusi, quando il virus circola altrove?

Se il governo pensa di rispondere alle contestazioni con gli anatemi e le cariche di polizia, rischia solo di compromettere il prestigio del presidente Draghi. Dopo di che non  tornerà Conte con il sostegno dell’ottimo Letta come forse sperano in qualche redazione di telegiornale. Dopo di che consegneremo il paese all’onorevole Meloni.