A sostegno della inclinazione indo-pacifica della politica estera del Regno Unito, la HMS Queen Elizabeth Carrier – la più grande nave da guerra mai costruita dalla Royal Navy – navigherà verso India, Giappone, Corea del Sud, e Singapore. La portaerei visiterà i porti della costa occidentale indiana e il Sud-Est asiatico dove si impegnerà in una serie di manovre congiunte per rafforzare le relazioni bilaterali nella regione. La nave parteciperà ad una esercitazione con le forze militari indiane nell’Oceano Indiano, espandendo l’interoperabilità militare per migliorare le capacità di difesa contro le minacce condivise (Cina) e di protezione dei valori democratici.

La Integrated Review, pubblicata il mese scorso, ha impegnato il Regno Unito a diventare il paese europeo con la presenza più ampia e integrata nell’Indo-Pacifico per promuovere il commercio, la sicurezza condivisa e i valori democratici.

Il segretario di stato britannico per la difesa, Ben Wallace MP, ha dichiarato: “Il Regno Unito e l’India sono partner naturali nella difesa, collaborando, in particolare, in ricerca, sviluppo e addestramento. L’esercitazione del Carrier Strike Group con l’India costruirà le basi per consolidare ulteriormente questa relazione.

“Il dispiegamento è un simbolo di Global Britain in azione, e dimostra con forza il nostro impegno verso l’India, la regione dell’Indo-Pacifico, e il confronto con le minacce all’ordine internazionale”.

Lo scorso dicembre, il Foreign Secretary Dominic Raab aveva incontrato il primo ministro Narendra Modi e il ministro degli Affari esteri S. Jaishankar a Nuova Delhi per far progredire l’accordo su una tabella di marcia UK-India per una maggiore cooperazione congiunta su difesa e sicurezza, commercio, salute e cambiamenti climatici.

Quest’anno, il Regno Unito ha invitato il primo ministro Modi a partecipare al vertice del G7 in Cornovaglia, in riconoscimento del ruolo dell’India come la più grande democrazia del mondo e come un partner vitale per il Regno Unito nell’affrontare le sfide globali poste dal cambiamento climatico e dal coronavirus.

Il Carrier Strike Group percorrerà oltre 26.000 miglia nautiche dal Mediterraneo al Mar Rosso, dal Golfo di Aden al Mare Arabico, e dall’Oceano Indiano al Mar delle Filippine.

Lo Strike Group comprenderà anche i cacciatorpediniere Type 45 HMS Defender e HMS Diamond, le fregate antisommergibile Type 23 HMS Kent e HMS Richmond, e le navi cisterna e di stoccaggio Fort Victoria e RFA Tidespring.

Sul ponte di volo ci saranno otto jet veloci F-35B Lightning II, quattro elicotteri d’attacco marittimo Wildcat, sette elicotteri Merlin Mk2 antisommergibile e per il preallarme aereo, e tre elicotteri da commando Merlin Mk4.

Il Regno Unito e l’India hanno un programma biennale di esercitazioni in tutti i servizi in cui le forze indiane e britanniche intraprendono manovre congiunte: Exercise Ajeya Warrior per l’esercito, Exercise Konkan per la marina e Exercise Indra Dhanush per l’aeronautica.

Il Regno Unito ha il quinto più grande budget di difesa del mondo – il più alto in Europa e il secondo nella NATO. È anche il secondo più grande esportatore di difesa nel mondo.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.