Il direttore de La Voce Repubblicana Bepi Pezzulli analizza per Milano Finanza la strategia britannica di rilancio dell’economia. L’UK sarà il Paese con la più intensa ripresa post-pandemica. Secondo Pezzulli, questo dipende dal fatto che il governo UK ha utilizzato le risorse straordinarie prodotte con l’aumento del debito pubblico per ristrutturare la base produttiva, accompagnando con incentivi e ristori i segmenti obsoleti fuori dall’economia, piuttosto che mantenere in vita i rami secchi con interventi assistenziali. Il sistema-Paese britannico funziona come un orologio svizzero. In calce l’articolo.

Da ultimo, Goldman Sachs. Dopo la sequenza di dati macro positivi, la banca d’affari americana ha aggiornato le previsioni per l’economia UK nel 2021. Il capo economista europeo Sven Jari Stehn ha incrementato il tasso di crescita atteso al 7,8% su base annua, superiore anche al tasso di crescita atteso USA, stimato al 6,8% su base annua.

L’indice composito dei purchase managers per aprile è salito a 60 dal 56,4 di marzo, il livello più alto dal novembre 2013, mentre le vendite al dettaglio sono salite del 5,4% rispetto al mese precedente, superando il consensus degli analisti.

Il punto di vista di Goldman Sachs è condiviso da JP Morgan, che ha notato la progressiva decorrelazione della performance economica dalle misure di limitazione della mobilità, un indicatore estremamente importante: ciò significa che la crescita del PIL britannico è indipendente dalla normalizzazione della mobilità ed è pertanto strutturale e non ciclica.

La capacità di ripresa dell’economia britannica si spiega con la strategia di gestione dell’emergenza. Sul punto si sono manifestati due approcci. L’approccio europeo si è basato sul sostegno alla liquidità, su interventi di ristoro e assistenza, sulle sovvenzioni paritarie a tutti i segmenti dell’economia, e sull’aumento della spesa pubblica corrente. I paesi europei hanno contratto debito pubblico attraverso il nuovo strumento dei bond comunitari che sono emessi dalla Commissione Ue che poi trasferisce pro quota fondi agli Stati membri, in un mix di risorse a fondo perduto e prestiti. Di conseguenza, le economie europee usciranno dalla pandemia con un debito pubblico elevato, una presenza dello Stato in economia massiccia, e una struttura economica quasi identica alla struttura pre-pandemica, al netto della retorica verde e digitale.

L’UK ha invece utilizzato la crisi pandemica per ristrutturare completamente la base produttiva e cambiare la geografia economica del paese. Il Cancelliere Rishi Sunak ha concepito un piano d’intervento in tre fasi: quella di sostegno immediato all’economia attraverso un’espansione del bilancio pubblico, quella di rientro del debito attraverso un piano di austerità fiscale, e quella della trasformazione industriale. Una parte degli interventi pubblici, pari al 15% del PIL, hanno avuto la funzione di accompagnare i segmenti produttivi obsoleti verso l’uscita dall’economia, finanziando con le risorse disponibili una tantum le parti colpite dalla potatura dei rami secchi. L’altra parte è andata a spese per investimento per rifocalizzare l’industria britannica su settori ad alto valore aggiunto, alta intensità tecnologia, ed alto grado di economia della conoscenza. All’esito della pandemia, l’economia UK sarà re-indirizzata sui servizi professionali, sul fintech (i servizi finanziari alimentati dall’intelligenza artificiale), sul manifatturiero avanzato (capacità produttiva amplificata dalla robotica), su agri-tech e food-tech (per garantirsi l’indipendenza alimentare), sulle tecnologie per l’efficienza energetica (lavorando in sinergia con il settore della finanza verde), e sulle life sciences (in particolare, la biologia sintetica per migliorare lo sviluppo di biofarmaci dalle cellule).

Il policy mix, monetario e fiscale, si è rivelato perfetto. La BoE ha ampliato il bilancio senza aumentare il cost of funding ed evitando un ambiente di tassi negativi depressivo della sterlina. Il Primo Ministro Boris Johnson ha presentato la Integrated Review. La revisione strategica assegna all’Uk una vocazione di leadership nella scienza e nella tecnologia, di apertura al libero commercio internazionale e favorisce l’applicazione industriale della ricerca militare attraverso il rafforzamento del programma nucleare, in linea con gli obiettivi del Cancelliere dello Scacchiere.