Cresce la divergenza normativa con la cessazione dell’interoperabilità tra le Borse europee e la Borsa di Londra ed il Regno Unito agisce di conseguenza, abrogando la norma sull’accesso aperto ai derivati quotati. Nel mentre, aumentano anche le tensioni geopolitiche. L’ultimo fronte si è aperto sull’Isola di Jersey, nel Canale della Manica: La Francia pretende l’accesso indiscriminato dei pescherecci francesi nelle acque territoriali della Corona, ma Downing Street è pronta all’invio della Royal Navy per proteggere i confini marittimi. In calce la nota del Direttore de La Voce Repubblicana Bepi Pezzulli sul quotidiano finanziario Milano Finanza.

La normalizzazione post Brexit procede mentre il Regno Unito abbandona progressivamente il sistema regolamentare Ue. Londra ha abolito la norma, conosciuta come ‘accesso aperto’, che consente agli acquirenti e ai venditori di derivati quotati nelle borse Ue di scegliere dove liquidare i contratti piuttosto che essere bloccati nella clearing house del luogo di esecuzione. Il ministro delle finanze John Glen ha spiegato che l’accesso aperto, originariamente progettato per migliorare i mercati dei capitali transfrontalieri nell’Ue, non ha senso se la piazza di Londra non possiede interoperabilità con i mercati europei. Ufficialmente, l’introduzione della norma sull’accesso aperto in Ue è stata ritardata a causa dell’impatto della pandemia sui mercati, ma il regime di libera scelta è stato osteggiato da Francia e Germania, le cui borse possiedono clearing house domestiche. Da quando l’Uk ha lasciato l’Ue, la competizione interna tra piazze finanziarie ha frammentato, invece che consolidare, il mercato finanziario europeo, indebolendo ulteriormente l’unione monetaria, in una dimostrazione plastica dei limiti della governance Ue. La decisione britannica non impatta la liquidazione dei titoli e dei derivati scambiati fuori borsa, che non fanno parte dell’ambito di applicazione della direttiva europea.

Parlando al Summit dei CEO del Wall Street Journal, Rishi Sunak ha escluso l’aumento dell’imposta sulle plusvalenze, spiegando che le misure adottate nel bilancio di marzo sono sufficienti a risanare le finanze pubbliche. Il Cancelliere dello Scacchiere ha anche reso nota la misura dei tesoreggiamenti, 140 miliardi di sterline di giacenze nei conti correnti bancari, e 100 miliardi di sterline di liquidità nei bilanci aziendali. Alla domanda se i contribuenti più ricchi del Regno Unito dovrebbero prepararsi ad un aumento delle tasse, Sunak ha risposto: “L’uno per cento superiore dei percettori di reddito paga il 30 per cento di tutte le entrate fiscali sul reddito. Il sistema fiscale è già molto progressivo. Possiamo mantenere il debito pubblico su una base stabile o decrescente con le misure che abbiamo già adottato”.

Sul fronte delle relazioni internazionali, la disputa tra Londra e Parigi sull’accesso alle acque di pesca fa registrare nuove tensioni. Il Regno Unito invierà la Royal Navy per proteggere Jersey dopo che la Francia ha minacciato di tagliare la corrente all’isola se ai pescatori del paese non sarà concesso il pieno accesso alle acque britanniche. Il ministro della marina mercantile francese Annick Girardin ha dichiarato all’Assemblea Nazionale che Jersey ha unilateralmente imposto restrizioni sulla presenza di pescherecci francesi nelle acque territoriali dell’isola. Girardin, di conseguenza, ha recapitato una esplicita minaccia al governo di St. Helier; “nell’accordo [Brexit] ci sono misure di ritorsione – ha detto -. Bene, siamo pronti a usarle”. “Per quanto riguarda Jersey, vi ricordo la consegna dell’elettricità lungo cavi sottomarini… anche se sarebbe spiacevole se dovessimo farlo, lo faremo se dobbiamo”. Circa il 95% dell’elettricità di Jersey proviene dalla Francia. In base all’accordo Brexit, i pescherecci francesi devono presentare domanda presso le autorità di Jersey per chiedere la licenza a pescare nelle acque britanniche. Il ministro delle relazioni esterne di Jersey, Ian Gorst, ha comunicato che degli ultimi 41 pescherecci francesi che hanno chiesto la licenza, 17 sono state respinti, e questi 17 dinieghi hanno provocato la reazione della Francia.