La questione delle evacuazioni di Sheikh Jarrah in Israele sta occupando le pagine di cronaca di questi giorni, soprattutto per le violenti rivolte in corso a Gerusalemme.

Si tratta di una questione legale complessa e di lunga durata, che ha ad oggetto la rivendicazione di alcune proprietà su una piccola area di terra a Gerusalemme, da parte dei proprietari ebrei e verso gli inquilini palestinesi che si rifiutano di pagare il canone di affitto. Il caso è stato oggetto di procedimenti legali sin dal 1972 ed è attualmente pendente presso la Corte Suprema di Israele, che si pronuncerà definitivamente nei prossimi 30 giorni.

Questo caso ha raccolto un’attenzione sproporzionata in un certo settore dei media e dell’opinione pubblica, i quali si sono spinti ad accusare Israele di pulizia etnica, allineandosi alla scia del recente rapporto di Human Rights Watch (HRW) che accusa Israele di apartheid, delle indagini della Corte penale internazionale (ICC) contro Israele, e della campagna concertata antisraeliana da parte del Movimento BDS e di varie ONG, ispirate da Stati stranieri collusi con il terrorismo internazionale.

Sfortunatamente, in queste ripetute campagne c’è molta mala fede, altrettanta disinformazione e molte accuse nascondono un odio preconcetto nei confronti dello Stato ebraico, che sembra impossibile scardinare con la ragione.

Ma oggi si celebra il giorno della riunificazione di Gerusalemme come capitale dello Stato ebraico ed è comunque un giorno di festa.