Cummannari e megghiu ca futtiri

Il Gran Maestro del GOI, Stefano Bisi, sulle pagine della Nazione ci conforta con la netta esclusione che di loggia si parli, quando si parla di “Loggia Ungheria”; ne siamo certi e convinti anche noi. Convince meno, ci auguriamo in un errore del giornalista estensore dell’articolo, che il Gran Maestro possa escludere ogni genere di associazione a delinquere o consorteria con tali fini, non ce ne voglia ma non spetta a lui dirlo, ma gli esiti di una precisa indagine che ad oggi pare non esserci stata.

Del resto quando i verbali dell’avvocato Amara sono arrivati sul tavolo della procura di Milano, deve essere successo qualcosa di strano se un giovane sostituto procuratore ha sentito il bisogno di trasmetterli clandestinamente ad un membro togato del CSM, l’irreprensibile ed integerrimo, Pier Camillo Davigo che, a propria volta, ha sentito il bisogno e necessità di non seguire le vie formali.

Andiamo al dunque, l’ipotesi che emerge dai verbali è l’esistenza di una sorte di “cupola mafiosa” (non so come meglio descriverla) che, composta di alti magistrati (alcuni membri stessi del CSM) e funzionari civili e militari, avrebbe orientato le sentenze più importanti, quelle per intenderci che smistano denaro e potere, che poi in questo secondo caso, sempre denaro porta.

Il riserbo su questi verbali, che se avessero toccato la politica avrebbero occupato le prime pagine dei giornali dalla mattina seguente alla redazione degli stessi, è stato rotto solo da una segretaria, quella del dott. Davigo, la cui nausea, giunta probabilmente al limite, la ha spinta ad inviarli ai giornali, dove, guarda caso, per parecchio sono rimasti a decantare.

Diventati finalmente pubblici, anche se parzialmente, ecco che i magistrati coinvolti, ben guardandosi dal difendersi da privati cittadini, sono passati al contrattacco e dopo essersi auto assolti negli improvvisati processi televisivi di questi giorni, hanno denunciato a loro volta… ma pensa te, chi l’avrebbe mai detto!

Un’aria soffocante pervade le stanze della Repubblica, un unico potere è senza controllo di legittimità, si controlla da solo e mette sotto scacco ogni altro potere, con la complicità di forze politiche minori ma che devono delle “gentilezze”. Questo potere, lo avrete capito è quello  della magistratura che non è, peraltro, un potere ma un Ordine che attraverso un sindacato privato controlla carriere e destinazione dei magistrati che, tuttavia, hanno sulla carta tutti una carriera economica uguale, ma guarda caso si combattono per un Ufficio piuttosto che un altro.

Una lotta che non avendo riguardo agli avanzamenti economici è una pura lotta di potere…già perché anche per i magistrati vale il vecchio adagio siciliano Cummannari e mugghiu ca futtiri, ma qui ad essere fottuta è comunque, la Repubblica, la democrazia, gli italiani onesti che, infatti, sono in via di estinzione.