Iniziamo con il dire che Consip è la centrale acquisti della pubblica amministrazione italiana; è una società per azioni il cui unico azionista è il Ministero dell’economia e delle finanze del governo italiano.

L’inchiesta riguardante questa società ha coinvolto tra gli altri, in due differenze inchieste, numerosi personaggi importanti dell’imprenditoria e della politica tra cui Alfredo Romeo, imprenditore e editore de Il Riformista e Matteo Renzi, che ha visto coinvolti i propri familiari, le accuse sono per taluni corruzione e traffico di influenze illecite per altri.

Orbene titolare delle inchieste è lo stesso Procuratore, dott. Mario Palazzi, nei confronti del quale, in questi giorni, l’Imprenditore Romeo annuncia esposti al CSM e alla stessa Ministro Cartabia per aver impedito alla propria difesa di accedere a documentazione a proprio favore contenuta nel fascicolo dell’inchiesta gemella e di fatto, secondo gli esposti, occultata alla propria difesa.

Si tratterebbe di intercettazioni che smentirebbero le tesi dell’accusa nei confronti di Alfredo Romeo e che sarebbero state contenute nel solo fascicolo Consip in cui lo stesso Romeo non era imputato, ciò al fine di segretarne l’accesso alla propria difesa. Fatto cui si aggiungerebbe che lo stesso Pubblico Ministero avrebbe avvocato a se medesimo l’inchiesta su questa presunta violazione, in cui sospettato era lui stesso, rivendicando la propria terzietà rispetto a se medesimo.

Insomma roba che Kafka a confronto è un piccolo apprendista, roba inaudita insomma. Dobbiamo piuttosto chiederci, arriveremo mai al fondo di questo scempio della giustizia o stiamo già scavando per raggiungere profondità record?

Ricordate il film “In nome del popolo Italiano” con Ugo Tognazzi nelle vesti di integerrimo pubblico ministero e Vittorio Gassman nelle vesti di imprenditore imputato? Robaccia simile insomma, anche perché, tra l’altro, Alfredo Romeo è l’editore del quotidiano che con Piero Sansonetti, quale Direttore responsabile, sta conducendo da tempo in prima linea la battaglia contro la magistratura politicizzata e per una giustizia giusta.

Noi ne siamo preoccupati e vogliamo contattarlo per esprimere la nostra solidarietà giacché il vecchio detto, a pensar male si fa peccato ma spesso ci si azzecca non è mai passato di moda.