Il Regno Unito si è assicurato un nuovo accordo commerciale con Norvegia, Islanda e Liechtenstein che darà impulso a settori strategici quali il digitale e ridurrà le tariffe sull’export di prodotti alimentari e agricoli britannici di alta qualità.

L’accordo è stato concordato in linea di principio oggi (4 giugno). E’ la prima volta che questi tre paesi europei hanno negoziato capitoli dedicati al commercio digitale e alle piccole imprese. Si tratta di un accordo all’avanguardia che fissa nuovi precedenti negli accordi di libero commercio internazionale, continuando ad espanderne l’ambito di applicazione, in linea con la strategia Global Britain.

Le innovative disposizioni digitali significano che quando le imprese britanniche esportano in Norvegia e Islanda, potranno beneficiare di procedure collaborative che tagliano la burocrazia inutile. Documenti elettronici, contratti online e firme digitali permetteranno alle merci di muoversi senza frizioni attraverso i confini, risparmiando tempo e costi alle imprese.

L’accordo taglia significativamente tariffe che in alcuni casi raggiungevano il 277% per gli esportatori in Norvegia di West Country Farmhouse Cheddar, Orkney Scottish Island Cheddar, Traditional Welsh Caerphilly, e Yorkshire Wensleydale cheese. Ci sono anche riduzioni tariffarie e quote su carne di maiale, pollame e altri prodotti alimentari. I vini e gli alcolici del Regno Unito, compreso lo Scotch Whisky, saranno ora denominazioni riconosciute anche in Norvegia e in Islanda.

La riduzione delle tariffe d’importazione su gamberi, scampi e pesce eglefino ridurrà i costi per la lavorazione del pesce nel Regno Unito, aiutando a sostenere circa 18.000 posti di lavoro nell’industria ittica in Scozia, East Yorkshire e North Lincolnshire.

Il Segretario al commercio internazionale Liz Truss ha dichiarato: “L’accordo di oggi darà una grande spinta al nostro commercio con Norvegia, Islanda e Liechtenstein, facendo crescere una relazione economica che vale già 21,6 miliardi di sterline, con un indotto di posti di lavoro in tutte e quattro le Home Nations“.

L’accordo introduce un tetto ai costi che gli operatori di telefonia mobile sono autorizzati ad addebitare l’un l’altro per il roaming internazionale, una prima mondiale in un accordo di libero scambio.

Ma c’è di più. Ai professionisti altamente qualificati sarà permesso di entrare in Norvegia, Islanda e Liechtenstein beneficiando di procedure per il visto semplificate. L’accordo include il riconoscimento delle qualifiche professionali per medici, infermieri, veterinari, avvocati, ragionieri, e altri professionisti.  E’ ora previsto un iter per richiedere il riconoscimento delle qualifiche domestiche all’interno dei paesi partner.

L’accordo introduce anche regole per i servizi finanziari. Banche, assicurazioni, fondi di investimento, brokers, società di consulenza avranno la facoltà di nominare i candidati preferiti per il senior management senza essere limitati da criteri di nazionalità e residenza, una norma questa che molte giurisdizioni a fiscalità agevolata, come ad esempio il Liechtenstein adottano per distribuire i benefici della propria attrattività fiscale alla propria forza lavoro.

Londra continua a conquistare opportunità nel mondo con una grande operazione di diplomazia economica, altamente innovativa, che sta cambiando le pratiche commerciali internazionali.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.