Potrebbe essere benissimo, come si è precipitato a scrivere qualche giornalista compiacente, che Ciampi avrebbe riso di una targa con il suo nome storpiato. Cosa volete che sia? Lo stesso facevano gli dei dell’Olimpo. Quando non ti fulminano, si divertono. Sicuramente nella noia mortale di una cerimonia come l’inaugurazione di una targa, cosa c’è di meglio di suscitare l’ilarità con un errore così grossolano e pure innocente? Non siamo comunisti, non siamo fascisti, non siamo bacchettoni e non dobbiamo impomatare Berlusconi. Siamo un popolo di simpatici analfabeti a guida Cinque stelle con tanto di sindaci da strapazzo. Possiamo permetterci di tutto. Cosa volete che sia una lettera in più o in meno in un nome, quando abbiamo ministri che leggono il latino “virus”, all’americana, “vayrus”.

Non ha nemmeno una particolare rilevanza che la targa rimandata al destinatario sia ritornata con un secondo errore, questa volta storiografico e quindi più grave. La dicitura “Presidente della Repubblica” viene accompagnata con la data in cui si è svolta l’intera esistenza di Ciampi e non del settennato svolto. Cosa volete che gliene freghi al popolo Cinque stelle di queste sciocchezze. Dategli il redito di cittadinanza non siate pedanti. Bisogna apprezzare le idee. Ad esempio, i Cinque stelle non hanno abolito la povertà, ma volevano farlo, questo è importante e gli va riconosciuto, il merito dell’intenzione. Bravi. Lo stesso per la targa, volevano dedicare una piazza a Carlo Azeglio Ciampi, è bello che l’abbiano pensato, grazie signora Raggi.

Quello che non è invece accettabile di questa vicenda, per non dire il lato davvero deleterio ed esecrabile è che a fronte di quanto avvenuto la giunta capitolina abbia scaricato la responsabilità su una ditta di Velletri. A parte che la ditta non era di quella città, a parte che fa repulsione la tendenza di questo movimento a declinare le proprie responsabilità, Conte su Salvini, Grillo su una ragazzina di 19 anni, Raggi su una ditta, potete star tranquilli che a Velletri sanno come si scrive il nome di Ciampi. Gli abitanti di Velletri possono anche essersi dimenticati i partiti che hanno votato per mezzo secolo da questa parte, ma certo non l’educazione che hanno ricevuto e Carlo Azeglio Ciampi faceva parte a tutti gli effetti di questa educazione. Mai lo sarà di quella dei Cinque stelle.