Il Direttore de La Voce Repubblicana Bepi Pezzulli riporta gli ultimi sviluppi nel commercio internazionale con epicentro UK. Con l’adesione di Londra alla CPTPP, il partenariato trans-Pacifico, il blocco a 11 diventa un’area di libero scambio più grande dell’UE e permette al Regno Unito di commerciare nelle aree del mondo con la più elevata velocità di crescita economica. Ma l’UK punta anche alla collaborazione con gli USA nel settore finanza verde e investimenti ESG. In calce l’articolo completo nella rubrica Radio Londra di Milano Finanza.

Il partenariato trans-pacifico ha annunciato di aver votato in favore dell’adesione del Regno Unito al blocco commerciale. Con l’ingresso dell’Uk, il Cptpp diventerà un’area di libero scambio più grande del mercato comune europeo.

Londra ha chiesto ufficialmente di aderire al blocco a 11 a febbraio. Il Segretario al commercio internazionale Liz Truss si è recentemente concentrata sul siglare accordi commerciali bilaterali con due dei suoi membri – Australia e Nuova Zelanda, dopo aver stipulato un accordo commerciale rafforzato con la prima economia del Cptpp, il Giappone.

Con l’adesione al partenariato, il Regno Unito otterrà libero accesso al 95 per cento di commercio senza tariffe con il blocco. Gli 11 paesi del Cptpp costituiscono il 13,4% del Pil globale – circa 10 trilioni di sterline. Degli 11 fanno parte alcune delle economie emergenti a più alto tasso di crescita al mondo, quali Messico, Vietnam e Malesia.

L’ingresso nella partnership trans-pacifica è in linea con il disegno Global Britain, che prevede il progressivo  spostamento del centro di gravità economico dell’Uk dall’Europa verso parti del mondo in più rapida crescita e ad approfondire l’accesso dell’Uk ai grandi mercati di consumo dell’Asia Pacifica.

Truss ha sottolineato che l’UK avrà “tutti i benefici dell’adesione a un’area di libero scambio con alti standard, ma senza dover cedere il controllo dei confini, del denaro o delle leggi”, in un chiaro riferimento al fatto che il Cptpp non contempla una corte di giustizia centrale, non richiede contributi ad un bilancio comune, non legifera se non attraverso accordi ad hoc tra gli Stati membri, e non abolisce i controlli sull’immigrazione all’interno del mercato comune.

Parallelamente all’espansione in Asia, continua il processo di recupero della competitività globale britannica. La City di Londra ha pubblicato un nuovo rapporto di ricerca che invita il governo a prendere misure per migliorare l’attrattiva del Miglio Quadrato come destinazione per nuove quotazioni di aziende fintech. Il London’s Equity Capital Markets Ecosystem ritiene che l’Uk dovrebbe chiudere il gap con gli Usa, che al momento attrae più della metà (53%) delle Ipo fintech. Il nuovo rapporto rileva che è necessario rispondere ai concorrenti internazionali e replicare alcune delle loro regole più innovative. In particolare, l’Uk si appresta a introdurre modifiche alla struttura del capitale sociale per consentire la quotazione di aziende con classi doppie di azioni.  La mossa è pensata per proteggere i fondatori dalla diluizione e mantenere una maggiore partecipazione azionaria nelle loro aziende.

Il rapporto ha anche identificato altri punti di forza-chiave per aumentare la competitività britannica. Tra questi: la combinazione di competenze nei mercati internazionali ed emergenti, insieme al know-how tecnologico e fintech. Londra è già all’avanguardia negli investimenti sostenibili, l’Uk è il primo mercato al mondo nel segmento ESG.

Ma la City non è solo concorrenza, ma anche collaborazione. Il capo del policy committee della City, Catherine McGuinness ha pianificato un vertice bilaterale per proporre lo sviluppo di standard globali nel settore della finanza verde condivisi tra gli Usa e l’Uk. L’Uk sostiene la  piena integrazione di rischio climatico e Net Zero nella regolamentazione finanziaria e nella politica monetaria ed userà la presidenza di G7 e COP26 per mettere il nuovo approccio in cima all’ordine del giorno dell’agenda globale.