Dalle dichiarazioni di alcuni esponenti della maggioranza, leader di partito o ministri, sembrerebbe che il loro sostegno al governo dipenda da un timer. Una volta terminata l’emergenza economica e quella sanitaria, ciascuno se ne va a casa propria. Ora, ammesso che l’emergenza sanitaria si stia risolvendo grazie al lavoro straordinario del generale Figliuolo che in divisa ed in silenzio ha vaccinato in pochi mesi trenta milioni di italiani dimostrando doti di duttilità che erano necessarie e mancavano, mancavano le capacità e la serietà, non i vaccini, l’emergenza economica è un altro paio di maniche.

Le stime parrebbero infatti ottimistiche, tanto che si considera possibile recuperare con una certa fretta il terreno perduto e tornare quindi a breve alla situazione economica precedente la pandemia. Perché mai allora far continuare l’esperienza di un governo così anomalo dal punto di vista programmatico? Mandiamo Draghi al Quirinale e andiamo a votare già il prossimo anno. Questo il piano geniale che qualcuno starebbe meditando. C’ è un solo inconveniente, ovvero che i livelli economici dell’Italia pre pandemia erano tali da far presagire un collasso finanziario. Ritornare a quei livelli due anni dopo, non sarebbe un successo, quanto consegnarsi alla via del declino. Quale sarebbe quindi lo schema politico di centrosinistra e centrodestra che vorrebbero tornare a darsi battaglia, se non per portare l’Italia ad un punto di collasso?

Draghi non deve giungere solo alla fine della legislatura, ma persino durare nella prossima e la proposta che serve al paese è quella di non prescindere dalla sua esperienza di governo ma di prolungarla. In pochi mesi ha dimostrato una qualità rara soprattutto se paragonata a quella a cui ci si era abituati. Lo abbiamo già scritto e lo ripetiamo, se pensano di mandare Draghi al Quirinale il prossimo anno, dovremo chiedere una riforma presidenziale dello Stato. Ma vi è ragione di credere che dopo il voto di ottobre tanti spiriti bollenti si cheteranno e capiranno meglio anche il valore politico del governo che stanno supportando.