E’ straordinaria la certezza con cui alcuni esponenti politici sentenziano la vittoria del loro partito alle prossime amministrative. Eppure il quadro generale offre ampi margini di imprevisto, non solo perché siamo di fronte ad una formula di governo nazionale inedita che scompagina gli schemi tradizionali della vita politica, ma anche perché le prove offerte da determinate giunte cittadine sono state contestate diffusamente. E’ anche possibile che l’elettorato risenta di un certo scoraggiamento generale e misuri con insoddisfazione l’offerta politica.

Se il partito democratico ha cercato in questi ultimi mesi di saldare il rapporto con il Movimento cinque stelle fin dalle prossime amministrative si vedrà il fallimento di questa prospettiva. Il Pd sembrerebbe contrastare tutti i candidati grillini delle principali città al voto. Tanto è vero che oggi il senatore Zanda invita il suo partito a mollare gli indugi e a cercare di unire semmai i riformisti. Questo mentre il centrodestra che gode di sondaggi che lo danno al 50 per cento, rischia comunque un flop clamoroso. La sua coalizione è spaccata dalla posizioni tenute nei confronti del governo. Lo si è visto abbastanza evidentemente nel caso della presidenza del Copasir.

Se è difficile in generale individuare i vincenti di una tornata amministrativa, in questo caso è ancora più facile da credere uno scossone profondo degli equilibri esistenti. Siamo all’inizio di una fase della vita del paese completamente inedita. Non è poi detto che le sorti del governo dipendano dalle prossime amministrative che potrebbero anche rivelarsi puramente interlocutorie, incapaci di annunciare, a contrario di quanto ci venga detto, un “blocco vincente”.

Il partito repubblicano in occasione di elezioni comunali ha sempre valutato più il profilo amministrativo che quello politico nazionale, salvo alcune eccezioni dettate da scelte politiche di fondo. In queste prossime elezioni il profilo nazionale proprio per la particolarità della situazione in cui ci troviamo ha assunto una notevole prevalenza. La scelta di sottolineare l’appartenenza al campo democratico liberale, è stata accentuata proprio per rivendicare la piena identità nel sostegno al governo Draghi che riteniamo il volano per la ripresa del paese.

Il Pri non avrà alleati fra chi ha nostalgie dei governi Conte, e meno che mai in coloro che vorrebbero sfiduciare domani l’attuale governo. Non ci preoccupa affatto il cosiddetto blocco vincente a Roma, Bologna o Milano. Ci preoccupa molto la conferma del governo chiamato alla guida del Paese.