Nasce l’agenzia per la cybersecurity, che sarà presieduta dal Presidente del Consiglio ed avrà un Direttore.

Un decreto puntuale, che definisce struttura, compiti, uffici.

Ma con una mission che ci pone all’avanguardia degli altri (pochi, in verità) paesi Ue (e il Regno Unito) nell’accentrare in strutture di Difesa il presidio della sicurezza delle cosiddette “infrastrutture critiche” della nazione.

Un progetto iniziato faticosamente con il Governo Monti, poi accantonato per motivi insondabili, ma che oggi meritoriamente riceve una accelerazione senza precedenti dal Governo in carica.

Il quale, con un salto logico che ha completamente annichilito le posizioni del precedente Governo, alloca la struttura nel settore pubblico, e non – come si era (in verità, incomprensibilmente) previsto – in una “fondazione privata”, come prevedeva il Conte-bis.

Al di là, però, di questi aspetti, dal punto di vista tecnico un presidio che vede protagoniste le strutture della Difesa, che apporteranno un know how di invidiabile tradizione (si pensi al Cor, Centro operativo delle reti), unito a quello maturato dai nostri servizi di intelligence e di polizia, su questo tema non certo secondi a nessuno.

Un provvedimento che realizza poi un coordinamento interforze non solo per presidiare la sicurezza nazionale, ma – in via enfatica – il mercato, ossia le imprese strategiche di grandi, ma anche di piccole dimensioni.

Si guarderà all’attività, e non solo alla statura, insomma.

Un cambio di strategia, un approccio sistemico, che non lascia nessuno, mondo pubblico e privato, senza coperture dalle insidie che – negli ultimi tre anni almeno, e con pandemia ancor di più – hanno interessato sia le infrastrutture critiche che quelle proprie dell’attività industriale e il settore delle nuove tecnologie anche in Italia.

Un “servizio aperto”, secondo Giorgio Mulè, il Sottosegretario alla Difesa delegato alla Cybersecurity; e qui insiste anche un altro non trascurabile profilo innovativo del decreto istitutivo appena approvato. L’ispirazione non esclusivamente di “intelligence”, ma – altresì – “consulenziale”, come mi piace definirla, ossia si dà vita ad un riferimento sulla materia che, lungi dall’essere unicamente una Authority, è un Ente di riferimento per il settore produttivo e industriale del paese.

La formazione diventa centrale, e se ne occuperà una struttura interna, la Cyber defence academy, che formerà gli esperti dell’oggi e del domani su queste delicate materie.

La cybersecurity è un “pianeta”, da indagare ancora a fondo e conquistare, poiché la criminalità mafiosa e terroristica sta facendo uso di tecniche di attacco non convenzionali in maniera esponenziale.

Soprattutto aziende dei settori sensibili, come quelle di telefonia, reti, raccolta e gestione dati, imprese del comparto sanitario, trasporti, energie tradizionali e alternative.

Ma nulla può ritenersi fuori. Milioni di “eventi” critici segnalati nell’ultimo rapporto Clusit, 156 “attacchi gravi” al mese solo nel 2020.

Non si tratta solo del “semplice” malware in un pc di un’impresa o in uno studio professionale, onde procedere alle richieste di riscatto sempre più esose (e con pagamenti mediante criptovalute), bensì di “atti di guerra” strutturati per rendere inagibili presidi tenico-logistici del Paese, di proprietà dello Stato o di privati poco importa.

Così, una parte “segreta” dell’Agenzia si dedicherà, come si conviene, all’intelligence e alla difesa in senso stretto, mentre la parte “aperta”, per l’appunto, farà da apripista per una nuova cultura del rischio e della mitigazione delle minacce che francamente, in questo comparto, non basta mai, anche in Italia, nonostante il ricordato ruolo delle nostre Forze Armate.

La creazione e veicolazione al pubblico di best practices, così come la messa a disposizione di esperti sia di intelligence che di gestione delle minacce, farà sì senz’altro che ci si possa ormai approssimare ad un modello che rende il nostro Paese, soprattutto nel comparto Difesa e dell’antiterrorismo (si pensi qui alla riuscitissima esperienza del CASA presso il Ministero dell’Interno), meritevole di attenzione da parte del resto del mondo.