Il Regno Unito ha concordato i termini dell’accordo commerciale con l’Australia, eliminando quote e tariffe sullo scambio di beni tra i due emisferi, nel primo grande accordo commerciale negoziato da zero dopo l’uscita dall’Unione europea.

Gli elementi principali dell’accordo sono stati discussi dal Primo Ministro Boris Johnson e dall’omologo australiano Scott Morrison in un incontro a Downing Street seguito al vertice del G7 a Carbis Bay in Cornovaglia. L’articolato sarà pubblicato nei prossimi giorni.

I leader hanno riaffermato la partnership permanente tra UK e Australia e hanno convenuto di lavorare in stretto coordinamento su difesa, collaborazione tecnologica e lotta al cambiamento climatico – anche attraverso una futura Clean Tech Partnership.

Il nuovo accordo di libero scambio significa che prodotti britannici iconici come automobili, whisky scozzese, biscotti e ceramiche saranno più convenienti nel mercato australiano, dando impulso a settori dell’economia che impiegano 3,5 milioni di persone nelle quattro Home Nations. La relazione commerciale tra UK e Australia valeva 20,1 miliardi di sterline nel 2020 con un interscambio destinato a crescere significativamente con l’applicazione del trattato. Finora, gli esportatori australiani erano disincentivati ad investire nel mercato britannico dalle regole europee.

L’accordo prevede anche tutele speciali per il settore agricolo. Gli agricoltori britannici saranno protetti da un tetto alle importazioni senza dazi dall’Australia per 15 anni, attraverso quote e altre misure di salvaguardia. Parallelamente, il governo lavora per rafforzare i produttori agricoli per aumentare le esportazioni soprattutto nei nuovi mercati dell’Indo-Pacifico.

In base all’accordo, i cittadini britannici di età inferiore a 35 anni potranno viaggiare e lavorare in Australia liberamente, aprendo nuove opportunità per i giovani.

Johnson ha dichiarato: “Oggi segna una nuova alba nelle relazioni del Regno Unito con l’Australia, sostenute dalla nostra storia condivisa e dai valori comuni.

Il nostro nuovo accordo di libero scambio apre fantastiche opportunità per le imprese e i consumatori britannici, così come per i giovani che vogliono avere la possibilità di lavorare e vivere dall’altra parte del mondo.

Questa è Global Britan al suo meglio – aperta verso l’esterno e desiderosa di stringere accordi che approfondiscono le alleanze e aiutano a garantire che ogni parte del paese si riprenda meglio dalla pandemia”.

L’accordo di libero scambio eliminerà le tariffe su prodotti australiani molto presenti nel mercato britannico come i vini Jacob’s Creek e Hardys, ma anche commodities e metalli.

I benefici dell’accordo saranno distribuiti nella geografia economica UK: la Scozia ha esportato 126 milioni di sterline di whisky in Australia nel 2020 – l’accordo aiuterà i distillatori eliminando le tariffe fino al 5% sullo Scotch Whisky.

Più di 450 imprese del Galles hanno esportato in Australia nel 2020, in particolare nel settore life sciences e chimica di base.

Il 90% delle esportazioni dall’Irlanda del Nord verso l’Australia sono macchinari industriali e beni manifatturieri – utilizzati ampiamente nei settori minerario, estrattivo e del recycling dell’Australia. Con il nuovo FTA le tariffe saranno rimosse e le procedure doganali saranno semplificate.

I produttori di automobili nelle Midlands e nel nord dell’Inghilterra vedranno tagliate le tariffe fino al 5%.

Il FTA con l’Australia è anche una porta d’ingresso nella regione in rapida crescita dell’Indo-Pacifico attraverso l’adesione al CPTPP, una delle più grandi aree di libero scambio del mondo, che copre 9.000 miliardi di sterline di PIL e 11 nazioni del Pacifico dall’Australia al Messico.

Il Segretario di Stato per il Commercio Internazionale, Liz Truss, ha dichiarato: “Questo accordo è vantaggioso per l’UK e mostra cosa possiamo ottenere come nazione commerciale sovrana. È un accordo fondamentalmente liberalizzante che rimuove le tariffe su tutti i beni britannici, apre nuove opportunità per i fornitori di servizi e aziende tecnologiche, e rende più facile viaggiare e lavorare.

L’accordo ci apre la strada per aderire alla Trans-Pacific Partnership, un’area di libero scambio da 10.000 miliardi di sterline che ospita alcuni dei più grandi mercati di consumo del presente e del futuro.

Ci saranno opportunità per gli agricoltori, produttori, innovatori e investitori di fare affari nel futuro della sala macchine dell’economia globale”.

Il FTA copre anche i servizi, con aperture ambiziose per i professionisti dei servizi, e permette il commercio digitale.

Nel 2020, l’UK ha esportato verso l’Australia 5,4 miliardi di sterline di servizi, tra cui 1,4 miliardi di sterline di servizi assicurativi e pensionistici e 780 milioni di sterline di servizi finanziari. Il taglio della burocrazia aiuterà più di 13.000 piccole e medie imprese che già esportano merci in Australia, con tempi di esportazione più rapidi e costi minori.

Il CEO di techUK, Julian David, ha dichiarato: “L’Australia è un mercato chiave per il settore tecnologico UK e un’importante porta d’accesso alla più ampia regione dell’Indo-Pacifico. L’accordo di libero scambio contiene le disposizioni commerciali digitali più avanzate di tutti gli accordi che il Regno Unito ha firmato finora, aprendo opportunità per le imprese innovative che operano nelle tecnologie emergenti, come AI e cleantech”.

Le disposizioni sul libero flusso di dati e il divieto di localizzazione dei dati permetteranno alle PMI di esplorare il mercato senza il costo di dover gestire dei server locali.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.