Il Consiglio nazionale del Partito Repubblicano Italiano ha ascoltato e approvato la relazione politica e la replica agli interventi del segretario Corrado De Rinaldis Saponaro. Il segretario ha sottolineato che il governo Draghi, che rappresenta un punto di svolta dirimente e finalmente positivo nella vita della Repubblica, trova di fronte a sé una situazione grave, deteriorata, e minacciata da insidie. La stessa formula politica che sostiene il governo, per quanto dettata dalla necessità dell’emergenza, si mostra indebolita dalla insufficiente preparazione e a volte dall’improvvisazione, delle forze che la compongono.

Non solo la pandemia non è finita e non finirà fino a quando l’80 per cento della popolazione mondiale, a cominciare dalla popolazione italiana, non sarà vaccinata, ma le condizioni economiche generali indispensabili alla ripartenza sono già accompagnate da una spirale inflattiva che inciderà sempre più gravemente sui profitto delle imprese e sulla vita delle famiglie. Inoltre grava sui primi dati economici positivi il mancato aumento occupazionale.

Il presidente Draghi, che il Partito repubblicano aveva chiesto di portare alla guida della Nazione sin dal marzo dello scorso anno, ritenendo il governo in carica allora inadeguato e dannoso per il paese, è oggi un punto di riferimento solido, non solo per l’opinione pubblica nazionale, ma, come era ovvio, per quella internazionale. Draghi offre un prestigio aggiunto all’Italia e rilancia quell’impostazione europeista ed atlantista della sua politica che il Pri considera irrinunciabile.

Il partito repubblicano ritiene inoltre che il governo Draghi debba concludere l’attuale legislatura e poter proseguire anche nella prossima, a maggior ragione considerando le condizioni critiche in cui si trova ad operare.

Il partito repubblicano intende rafforzare fin nell’impegno dalle prossime amministrative un’area democratica e liberale che vede in Draghi il miglior interprete di governo di cui dispone l’Italia.

A margine di un serrato dibattito sulla situazione politica nel Consiglio nazionale si è svolta una riflessione sul ruolo e le funzioni della federazione giovanile all’interno del partito. Il partito repubblicano assicura la massima autonomia alla sua federazione giovanile, riservandosi il diritto di esprimere con la medesima libertà, le sue opinioni sulle scelte della stessa. Se la federazione giovanile si sente parte del partito farebbe bene a prenderne in considerazione le valutazioni.

Il Pri non è ispirato da dogmi di alcun tipo, sarebbe curioso se qualcuno lo pensasse, invece il partito repubblicano dispone di principi costitutivi propri ad una forza che ha combattuto il fascismo, la monarchia e prima ancora, il potere temporale della chiesa cattolica. Se poi volessimo risalire a prima della sua fondazione politica, abbiamo il memoriale di un ufficiale bonapartista in Italia che scriveva al Direttorio di un partito repubblicano che in Emilia Romagna combatteva con tutti i questi, anche le truppe francesi. Per loro fortuna, questo partito combatteva con bastoni e a mani nude, non disponendo di armi.

Anche per queste ragioni deve essere chiaro a tutti, giovani e meno giovani, che non saranno fatti sconti sulla storia e i valori fondamentali del partito repubblicano e nessuno potrà permettersi di di confondere il tessuto pregiato del repubblicanesimo con le figure che lo hanno indossato per assicurarsi una carriera altrove, non solo nel secolo scorso, ma sin dall’800, come accadde con Crispi.

Il Consiglio nazionale ha poi approvato un documento elaborato dal vicesegretario nazionale Oliviero Widmer Valbonesi sui rapporti Stat- Chiesa che verrà pubblicato separatamente.