Il Consiglio Nazionale del PRI ritiene che il pronunciamento dell’arcivescovo Gallagher, Segretario di Stato del Vaticano, sul decreto Zan sia irricevibile.

Se si vuole denunciare la violazione del Concordato, occorre, almeno, avere un atto legislativo definitivo del Parlamento su cui fare riferimento per la denuncia. Se si interviene quando un ramo del Parlamento ancora si deve pronunciare, allora si compie una ingerenza grave del Vaticano e una violazione grave della libertà ed autonomia del Parlamento Italiano.

Il decreto Zan, nell’attuale testo, può essere criticato da tutti e il PRI è tra chi lo fa, tranne che da uno Stato straniero come lo Stato del Vaticano. L’Italia è uno Stato laico, come ha ribadito il Presidente del Consiglio Mario Draghi, non uno Stato confessionale. Soprattutto dopo che nel 1984 nella modifica al Concordato contenuto nei Patti Lateranensi del 1929 del governo clerico-fascista, si è stabilito che la religione cattolica non è la religione di stato, come era nella monarchia fascista.

Il Consiglio nazionale PRI sottolinea che è l’art. 7 della Costituzione che, purtroppo, tutela con forma speciale l’intesa siglata dal nostro paese con la Chiesa cattolica e le sue istituzioni. L’art. 7 afferma “lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani”. Quindi, il Concordato non si può abolire finchè è tutelato dall’art. 7 della Costituzione.

Tuttavia, il Consiglio nazionale del PRI, ritiene che ribadire che “l’Italia è uno Stato laico e non confessionale” pronunciata da Mario Draghi sia la risposta più dura ed appropriata di uno Stato libero ed indipendente.

Ordine del Giorno votato all’unanimità nel corso dell’ultimo Consiglio Nazionale del PRI.