Nella guerra della salsiccia è stata chiamata una tregua. L’UE ha deciso di applicare una moratoria di tre mesi al divieto di inviare carni dalla Gran Bretagna all’Ulster. La mossa dovrebbe allentare le tensioni tra Londra e Bruxelles dopo che Boris Johnson aveva dichiarato di voler ignorare il blocco al traffico di carni surgelate imposto dall’UE, e di voler invocare l’art.16 del Northern Ireland Protocol che permette di agire in autotutela, una strada questa già intrapresa dalla Commissione UE quando aveva eretto un barriera fisica al confine tra Eire e Ulster negando la circolazione dei vaccini in Irlanda del Nord. L’UE appare determinata a boicottare il NIP. Il Segretario all’Irlanda del Nord Brandon Lewis ha dichiarato che la mole e modalità di controlli imposti in Irlanda del Nord dall’UE sono eccessivi e sfruttano il Protocollo per “causare problemi alle imprese, ai consumatori e ai cittadini dell’Irlanda del Nord”. Lord Frost ha anche chiesto a Bruxelles di evitare di politicizzare il confronto. “A volte sembra che il ricorso alle minacce [da parte della Commissione UE] sia un po’ rapido e penso che abbassare i toni sarebbe d’aiuto”, ha detto il Segretario all’UE.

Nel 5° anniversario della Brexit, quasi due terzi delle medie imprese UK credono che la Brexit abbia rafforzato la credibilità britannica nel mondo. Secondo un’analisi commissionata dal quotidiano CityAM alla società di revisione contabile Grant Thornton il marchio “Global Britain” regala un vantaggio alle imprese britanniche che cercano di avventurarsi in nuovi mercati internazionali.

La serie di dati macro rilasciati in settimana indica che l’attività imprenditoriale ha continuato la sua rapida crescita a giugno, e il boom della riapertura post-Covid continua a ritmo sostenuto. L’indice IHS Markit Composite PMI, che combina servizi e produzione, ha segnato 61,7. Punteggi superiori a 50 indicano crescita. IHS Markit ha dichiarato che le letture mostrano alcuni dei “più forti miglioramenti mensili nell’attività commerciale in tutto il settore privato dal 1998”. La rapida crescita, ha detto la società di analisi finanziaria, che a breve completerà un’operazione di fusione con Standard & Poor’s, ha anche portato le aziende ad assumere personale ad un “tasso senza precedenti” per gestire il boom.

Secondo il Global Fintech Rankings 2021 compilato da Findexable, Londra rimane la seconda città più attiva al mondo per il fintech, dietro San Francisco. Il settore fintech di Londra è alimentato principalmente dalle numerose “challenger bank”, mentre la Brexit e la pandemia sembrano aver avuto impatto zero. L’indice classifica gli ecosistemi fintech di 264 città in 83 paesi, utilizzando i dati dei registri raccolti e verificati da Crunchbase, StartupBlink, SEMrush e 60+ associazioni fintech in tutto il mondo.

Sono cresciute anche le richieste di acquisto immobiliare, innescate dall’emigrazione in UK da Hong Kong, a seguito della violazione da parte della Cina della Basic Law dell’ex colonia. Secondo l’agenzia immobiliare Chestertons i compratori di Hong Kong sono aumentati del 20 per cento negli ultimi 18 mesi. L’agenzia prevede che l’aumento delle vendite continui a seguito della recente offerta di visti permanenti da parte del governo britannico ai 2,9 milioni di cittadini di Hong Kong BN(O), ovvero con lo status di British National Overseas.

Infine Michael Gove ha messo la parola fine alla velleità di Nicola Sturgeon. Il Primo Ministro non concederà un secondo referendum sull’indipendenza scozzese prima delle prossime elezioni generali del 2024, ha detto il Cancelliere del Ducato di Lancaster. La priorità per questa legislatura è il levelling up: la distribuzione delle opportunità Brexit alle quattro Home Nations del Regno Unito.