Il giudizio espresso da Beppe Grillo sul professor Conte, “nè visione politica, nè capacità manageriali”, è lo stesso che si legge su questo giornale da un anno a questa parte. C’è da credere che tale valutazione sia stata meditata a lungo, altrimenti il governo Conte non sarebbe caduto con il movimento cinque stelle già pronto a sostenere un altro presidente del consiglio. Conte non ha visione politica e aggiungiamo, nemmeno tatto costituzionale. Indifferente ad un voto del Senato che gli aveva negato la maggioranza, invece di dimettersi, pensò bene di sostituire una componente fondamentale della sua coalizione con una qualche alchimia raccogliticcia. In altri tempi il movimento cinque stelle, “il Fatto quotidiano”, il dottor Travaglio, avrebbero urlato alla compravendita di deputati. “La voce repubblicana” ha invece sostenuto dal marzo scorso che un presidente del consiglio degno di questo nome, davanti ad una situazione di emergenza non si sarebbe presentato alle Camere con un decreto della protezione civile per sospendere il Parlamento. Piuttosto avrebbe rimesso al Parlamento il suo governo per formarne uno di emergenza. Non torneremo a spiegare le ragioni costituzionali di questa tesi; l’emergenza non è prevista dalla nostra Carta. Ci basta che oggi la realtà politica posta alla base del nuovo governo presupponga la solidarietà nazionale reclamata dal partito repubblicano il marzo scorso. Chi poi ancora non ne è convinto, si dia pure la spiegazione che preferisce. Resta il fatto che Conte voleva governare lo stato d’emergenza con gli Scilipuoti di turno ed è tornato a casa. Con straordinaria generosità, Grillo aveva offerto al professor Conte una leadership da comprimario, il massimo che si potesse concedere ad un tale personaggio. Perché il vero colpo che affonda il professore, non è tanto il giudizio politico, cosa volete che importi se uno capisce di politica o meno, è quello manageriale. Non era stato forse il governo Conte un esempio da portare in Europa? E visto che c’eravamo, al mondo intero? Grillo avrà letto le carte desecretate del Comitato tecnico scientifico, dove si rimproveravano i vertici di Alitalia per aver applicato un procedimento antipandemico ignorato dal governo. Ma come, si erano triplicati i voli con la Cina e davanti all’esplosione della pandemia, il CTS si preoccupava del diritto al rimpatrio dai nostri connazionali da quel paese, senza procedure precauzionali e ancora a metà febbraio? Poi ci si stupisce se è stata aperta un’inchiesta per pandemia colposa.
Non bastasse, Grillo ha contatti in Europa e sa benissimo che il governo Conte non era stato in grado di presentare uno straccio di piano credibile per ottenere gli investimenti promessi. Stando a Conte ed a Gualtieri, i soldi erano persi. Per questo Draghi ha suscitato tanto entusiasmo. “E’ uno di noi”, si spinse a dire Grillo, magari esagerando. Di sicuro c’è che Conte, a meno di qualche capriola, nel movimento lo hanno soprannominato “piroetta”, non è più uno di loro. E’ un passo, per quanto appaia tardivo, sicuramente apprezzabile del movimento cinque stelle.