Io da laico dico che la Repubblica deve tutelare i diritti delle minoranze, ma sarebbe una società priva di fondamenta morali quella società in cui le minoranze o i diversi governassero o imponessero le loro diversità agli altri. Quando criticavamo i comitati civici perché non volevano il divorzio o l’aborto in quanto cattolici, spiegavamo loro che un cattolico poteva non abortire o divorziare e che lo stato laico non impone regole religiose ma tutela diritti. 

Allo stesso modo noi dobbiamo tutelare i diritti delle minoranze ma non possiamo pretendere che  esprimere una visione tradizionale della famiglia possa essere vista come un reato da un giudice. Uno stato è libero quando non impone scelte, ma è libero e democratico quando ha una visione di rapporti giuridici che delineano la famiglia naturale uomo-donna, l’unica in grado di proseguire la specie umana. 

Confondere tutela delle minoranze, con l’imposizione alla maggioranza di nessuna regola o riferimento alla famiglia tradizionale come tramandata dalla storia del mondo civile perché discriminerebbe le minoranze, non è progresso ma anarchia.