Con il massimo rispetto per l’opposizione, dobbiamo sottolineare che sotto un profilo strettamente storico una proposta di legge che equipara le foibe all’olocausto, come quella presentata da Fratelli d’Italia, è priva di qualsiasi senso. Non si tratta ovviamente della semplice dimensione numerica di due eventi che appunto non sarebbero commensurabili, i milioni di deportati nei campi di sterminio da tutta l’Europa fascista con le migliaia di cittadini infoibati. Ripugna anche solo pensare ad una questione di quantità. C’è invece una questione di principio che differenzia una pulizia etnica sul piano locale dal progetto di estinzione di un intero popolo. La Germania nazista non voleva cacciare gli ebrei dall’Europa, voleva eliminarli dalla faccia della terra. Hitler andò ad incontrarsi a proposito persino con il gran Mufti di Gerusalemme e nacquero le ss arabe che poi abbiamo ritrovato nei ranghi dell’esercito di Nasser. Tito non aveva niente contro gli italiani, voleva salvaguardare dalla loro presenza le zone contese, da prima del 1918, della Dalmazia. In tutti quegli anni perdite vi sono state su entrambi i fronti. La pulizia etnica titina c’è stata ma non è stata razziale, è un crimine di guerra, che va punito secondo la legge che già lo contempla.
L’Olocausto è invece un crimine contro l’umanità. Non c’era nessuna ragione politica per la Germania di uccidere un cittadino a tutti gli effetti tedesco, che magari ha persino servito nell’esercito del suo paese, solo per il sangue ebraico, a volte nemmeno la religione. Mentre in Dalmazia gli omicidi che si sono susseguiti erano dettati da una controversia esclusivamente politica. Questa è una differenza capitale che va preservata. Noi non crediamo che il fascismo sia il male assoluto rispetto al comunismo. Il comunismo ed il fascismo comportano aspetti criminali altrettanto gravi e che vanno perseguiti entrambi. L’antisemitismo radicale richiede una legislazione eccezionale proprio per la tipologia che riveste ed è quello che è stato fatto anche in Italia, l’unico paese europeo che si dotò di leggi razziali con la Germania, in piena autonomia.
Anche nella società socialista c’erano tratti antisemiti, sia chiaro, ma dovuti alle lotte interne alla dirigenza bolscevica dopo la morte di Lenin che appunto era ebreo.
Mao sosteneva che metà del mondo dovesse essere distrutta, e quindi indicava un obiettivo criminale su larga scala, che presumeva comunque un conflitto aperto, non una persecuzione delle minoranze, iniziata in Cina dopo la sua morte. Mao, come Stalin perseguiva la maggioranza della popolazione.
Il fascismo detiene invece un’ assoluta esclusiva nel voler colpire gli inermi e gli indifesi e questo lo distingue dalla follia omicida del comunismo e la legge italiana, giustamente, lo evidenzia.
In Lettonia detestano più i comunisti, gli italiani sembrerebbero aver detestato più i fascisti, basta pensare ai voti che prese il Pci per quarant’anni. Bisogna però stare attenti, i lettoni si sono sempre opposti al comunismo sovietico, gli italiano il fascismo se lo sono inventati loro.
La proposta di legge di Fratelli d’Italia si inserisce in un contesto di fenomeni vari che tendono ad attenuare questo antifascismo indotto del paese, come un recupero di storia patria che non possiamo condividere.
La nostra storia patria non è quella della monarchia unitaria e si esclude lo sia quella del fascismo.
Basta pensare alla vita da esule condotta da Mazzini prima e dai dirigenti repubblicani in Spagna poi o in Francia, per capirlo.