Pezzulli ad Alliance: “Su CPI USA i mercati non manifestano nervosismo”

(Alliance News) – Ad alimentare il dibattito sui mercati è, ancora una volta, il dato sull’inflazione statunitense, accelerato al 5,4% a giugno dal 5,0% di maggio, toccando un nuovo massimo dall’agosto del 2008 e ben al di sopra delle previsioni del 4,9%.

I maggiori aumenti di prezzo sono stati registrati per auto e camion usati con oltre il 45%, benzina ugualmente con il 45%, olio combustibile al 44% servizio gas con oltre il 15% e servizi di trasporto con oltre il 10%.

I costi delle strutture ricettive sono aumentati del 2,6% e il cibo del 2,4%. L’inflazione è in aumento quest’anno a causa dei bassi effetti di base dal 2020 e con la ripresa economica, le restrizioni alle imprese si attenuano e la domanda aumenta grazie alla vaccinazione diffusa e al sostegno federale.

Nel frattempo, i prezzi elevati delle materie prime, i vincoli di offerta e gli stipendi più elevati mentre le aziende sono alle prese con una carenza di manodopera continuano a pesare sul CPI.

Bepi Pezzulli – direttore del La Voce Repubblicana e global-macro trader – ha commentato ad Alliance News: “L’inflazione USA continua a correre ma all’aumento del CPI contribuiscono soprattutto veicoli usati, cibo ed energia. Il CPI è aumentato del 5,4%, il CPI core del 4,5% al di sopra della stima del 3,8%, mentre su base mensile, i prezzi headline e core sono aumentati dello 0,9% al di sopra della stima dello 0,5%”.

“Le pressioni inflazionistiche sono dunque più acute di quanto apprezzato; rimane da capire se la fiammata inflattiva indotta da colli di bottiglia nelle supply chains e rimbalzo della domanda post pandemia si trasferirà in altri settori dell’economia”, sottolinea Pezzulli.

“La Fed e la Casa Bianca prevedono un rallentamento della spinta inflazionistica nel quarto trimestre del 2021, confortati da dati inequivoci: nei settori non sensibili alla pandemia i prezzi sono sotto controllo. Le tensioni si manifestano principalmente nel settore automotive, costi di trasporto, e viaggi”.

“Tuttavia, se dovesse continuare l’aumento dei prezzi del settore immobiliare, la fiammata inflattiva potrebbe estendersi ulteriormente. Il governatore della Fed, Jerome Powell, probabilmente confermerà questa view nell’audizione al Senato di oggi pomeriggio. I mercati non mostrano nervosismo o preoccupazioni eccessive e prezzano un livello d’inflazione attesa del 4,8% a fine 2022”, ha concluso l’esperto italo-britannico.

Di Maurizio Carta; mauriziocarta@alliancenews.com

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