Per poter dare un giudizio concernente le relazioni fra l’Italia e l’Oms aspettiamo un pronunciamento della magistratura sulla vicenda che vede coinvolto l’inviato di quella organizzazione presso il governo Conte, Giordani Guerra. Nel frattempo possiamo solo trovare piuttosto singolare, anomalo, per usare un termine in voga, che l’Oms scelga come consulente il connazionale di un governo che è stato promosso presso il proprio Istituto da una componente di quella stessa maggioranza e dopo aver stilato un piano pandemico messo sotto accusa. Non ci facciamo invece impressionare dai rilievi mossi di mancato aggiornamento di quel piano specifico, datato 2014 e chiaramente copiato da quello precedente del 2006. Per la verità la nostra impressione è che mancato un piano antipandemico elaborato nel 2018, non si sia adottato nessun piano, per lo meno nel momento in cui sarebbe servito. D’altra parte l’accusa del presidente degli Stati Uniti d’America rivolta allora all’Oms fu di mancato allarme e significativo ritardo. Anche se quel presidente è stato congedato, resta il precedente di una simile attestazione da parte di un governo membro del Consiglio di sicurezza dell’Onu e la nuova amministrazione statunitense non ha avuto nulla da aggiungere a riguardo.
Non abbiamo poteri inquisitori, non siamo competenti in materia, per cui sospendiamo volentieri ogni giudizio fino a quando vi saranno elementi sufficienti. Tutta la vicenda appare piuttosto scabrosa e serve chiarezza. Possiamo però chiederci a cosa serva invece l’allarme probabilistico lanciato con grande anticipo, questa volta, da parte dell’Oms nel suo vertice di Ginevra. L’organizzazione ha ritenuto di dover far sapere della “forte probabilità” di varianti al covid “forse” più difficili da controllare. Magari anche senza una forte probabilità, “forse” prima delle nuove varianti, avremo un’invasione marziana, o un asteroide colpisce il nostro pianeta e lo devia dalla sua orbita, o il popolo europeo finisce alluvionato e non si preoccuperà delle varianti. L’Oms è pur sempre un’organizzazione scientifica ed in quanto tale dovrebbe comunicare con esattezza i dati in suo possesso per spiegare le sue previsioni. È infatti sicuro che un virus ha delle varianti, ne ha sempre avute e continuerà ad averne, per cui uno potrebbe chiedersi se l’Oms vuole dirci che i vaccini non saranno efficaci? Solo i vaccini ci hanno consentito di controllare finora il virus, non altro, in teoria, non c’è nulla che consente di controllare un virus che non sia un antivirus. Per cui se l’Oms si pronuncia nei termini che ha usato, sospetta “forse” una prossima inefficacia del vaccino? Nel caso, immaginiamo che abbia gli elementi ed i dati per asserirlo. Esclude l’Oms che si possa sintetizzare un vaccino altrettanto efficace alle nuove e “forse” più pericolose varianti? In questione è posta la stessa capacità scientifica di reagire al virus che pure finora si è dimostrata formidabile. Può darsi infatti benissimo che i contagi siano calati per le condizioni climatiche, ma i morti in Italia da 900 a 9 al giorno, sono calati con i vaccini. Perché mai la scienza non dovrebbe quindi riuscire nuovamente a mettere al sicuro la popolazione come pure è riuscita a fare? E questo che aspettiamo di poter capire dalle recenti dichiarazioni dell’Oms, essa dubita della scienza? Mai succedesse che l’ organizzazione mondiale della sanità, divenisse quella mondiale della stregoneria.