Anche l’uomo politico di mezza tacca è in grado di comprendere che non bisogna palesare intenzioni e opinioni sull’operato di una funzione fino a quando questa non sia stata assegnata formalmente. La ragione è semplice e immediata, questa funzione potrebbe sfuggire prima ancora di averla assunta e tu hai fatto la figura dell’imbecille. Ora per quale motivo il movimento cinque stelle, dove ogni decisione dovrebbe essere votata e condivisa, apprenda la nomina del suo nuovo presidente dalla stampa non si capisce. Appare abbastanza umiliante per un movimento dove uno dovrebbe valere uno, non avere nemmeno la possibilità di votarsi il proprio leader. È possibile però che il prestigio di Grillo sia tale che il suo elettorato si adegui a quanto Grillo propone, convinto o meno che sia della scelta, il carisma è una componente da non sottovalutare della vita democratica.

In ogni caso e a tutti gli effetti l’avvocato Conte non ha ancora in tasca la presidenza del movimento cinque stelle e pure già ha fatto sapere come intende svolgerla. Per prima cosa egli, l’avvocato, vuole recarsi dal presidente Draghi per dirgli che il movimento ritiene la dialettica politica parlamentare importante e che non vuole vedere smantellata tutta l’azione del governo precedente. Il presidente Draghi non ha ancora fissato un appuntamento privato con l’avvocato Conte e non avrebbe nessuna ragione di fissarlo, dal momento che l’avvocato ha già fatto sapere alla stampa il suo pensiero. Oppure Draghi potrebbe dire a Conte che lo vedrà volentieri quando sarà formalizzata la presidenza del movimento 5 stelle. Poiché Draghi è persona educata allo spirito di tolleranza, è probabile che invece riceva ed ascolti il suo predecessore. Dopodiché si porrà il problema se dare le dimissioni. Di fatto tutti i piani del precedente governo sono già stati smantellati, soprattutto rimuovendone i principali interpreti, come è ovvio, né Lamorgese, né Speranza, avevano dei “piani”. Quello che poi ancora resta vedrà modificate gestione e finalità, come sarà per il reddito di cittadinanza.

È dunque fin troppo evidente che lo iato con l’operato del governo precedente non è più colmabile. L’impostazione stessa dei problemi tende a rendersi inconciliabile. Il governo Draghi smetterà di far misurare lo Rt dei contagi, e seguirà solo i casi di ospedalizzazione, tanto che il ministro Speranza è diventato di colpo il paladino delle libertà imprenditoriali.

A quel punto l’avvocato Conte potrà telefonare al ministro Di Maio per dargli istruzioni ed aprire la crisi di governo. Possiamo già immaginare cosa risponderà Di Maio e soprattutto cosa risponderà il Parlamento ad un Draghi dimissionario.

Manca poco a ferragosto. Vorremmo consigliare all’avvocato Conte di farsi una vacanza al mare. La stagione lo consente. Purtroppo per il movimento cinque stelle il vaniloquio che ha contraddistinto il suo passato governo rischia di contraddistinguere anche la sua nuova leadership, sempre che questa gli venga davvero elargita. Come sappiamo Grillo ama gli scherzi e non è facile per un partito accollarsi un presidente già definito privo di visione politica e di qualità manageriali.