Fa sempre una certa impressione scoprire la ragionevolezza nelle pieghe della più profonda irrazionalità. Prendete i due ussari che ne “Il duello” di Conrad si sfidano anche nella steppe quando fanno parte dello stesso esercito in rotta. Una volta che avrebbero finalmente ragione di combattersi siglano una tregua sprezzante. Gli anni passano anche per i guerrieri più integri, siano ufficiali napoleonici o katanghesi.

Chi avrebbe mai pensato che il leader del “settimo Katanga” Mario Capanna avrebbe potuto mostrare mai un po’ di buon senso? Invece ecco che Capanna ha bocciato perentoriamente il disegno di legge Zan con un argomento incontrovertibile per il quale la violenza è già perseguita dal nostro ordinamento e non c’è alcuna ragione di complicare la vita con ulteriori normative. Il ddl Zan rischia di alimentare non poca confusione e senza particolare necessità. Che motivo c’è di discutere del genere e del sesso delle persone? Ci si rende esattamente conto di cosa si mette in questione e delle conseguenze che ne potrebbero scaturire? La legge di una repubblica democratica deve tutelare il diritto di ogni essere umano senza distinzioni di alcun tipo. Si vogliono punire determinati atteggiamenti discriminatori? Giustissimo, infatti la legge prevede le aggravanti per cui perseguire con maggiore asprezza coloro che ne commettono indipendentemente da chi e contro chi le commettono. La sola distinzione di minori e donne, può comportare un problema, come se la violenza commessa contro un maschio adulto fosse meno grave, ma volentieri tuteliamo i minori e le donne, gli anziani, chi vi pare. Quello che conta è che lo Stato preservi una legislazione semplice e trasparente capace di compattare l’opinione pubblica non di dividerla. “La Repubblica si deve dotare di poche leggi e buone”. Saint Just, “Spirito della Rivoluzione”. Noi ne abbiamo invece tante e discutibili.

A volte sembrerebbe che alcune forze politiche siano del tutto fuori dalla storia ed agiscano solo in base alle loro principali preoccupazioni invece che prestare attenzione all’ interesse generale. Per primi abbiamo chiesto alla Chiesa di tacere sulla legge in discussione alle Camere, perché non è pertinenza del Vaticano la legislazione italiana. Ma non abbiamo detto che la Chiesa avesse torto nelle sue argomentazioni. Ecco vorremmo evitare di dover dire un giorno che la Chiesa ha ragione e lo Stato repubblicano torto.