La riforma Cartabia ha attinto a piene mani dal lavoro svolto con Programma per l’Italia presieduto da Carlo Cottarelli, soprattutto in campo riforme del diritto penale, quello più delicato, quello di cui lo scrivente, Responsabile Giustizia PRI, ha guidato il gruppo di lavoro ad hoc organizzato dallo stesso Professor Cottarelli ed in cui hanno dato un importantissimo contributo l’avvocato Placanica dell’Osservatorio Camere Penali e l’Onorevole Enrico Costa.

Ebbene all’inizio dei lavori respinsi la proposta di collaborazione giunta per via indiretta, da altro componente, di un ex pubblico ministero torinese in pensione e divenuto a suo tempo, noto alle cronache per una sua affermazione circa “il magico tintinnio delle manette”, conscio che il lavoro doveva essere un lavoro garantista ed improntato alla efficienza della giustizia, nei tempi e nel rispetto del principio della “legge uguale per tutti”, che quando lo è veramente lo è anche nei tempi.

Sul tema riti alternativi, indagini preliminari, udienza preliminare e durata di appello e ricorso in cassazione, la riforma Cartabia ha avuto ispirazione proprio dal lavoro svolto dal gruppo riforma penale del Programma per l’Italia firmato dal PRI, ebbene, dopo il “patto della spigola” la priorità del Conte a cavallo del M5S è abbattere proprio queste parti della riforma, con una furia giustizialista che se non fosse ridicola sarebbe tragica.

Vorrei informare il sig. Conte, che trovo difficile chiamare collega, posto che l’esame di stato non lo ha passato ma è entrato nei ranghi dell’avvocatura attraverso l’Università, che conosco bene essendo stato assistente per un anno alla cattedra di diritto privato dell’Università di Alessandria, che alla Corallina, ospite di Beppe, ci sono stato anch’io a pranzo, in tempi non sospetti, ma io mangiavo alla sua tavola servito dal suo personale di servizio, visto che il ristorante subito fuori, lungo la spiaggia, è sempre stato per gli ospiti meno familiari, per i “clienti”.

Oggi la scelta del PRI di appoggiare il Governo Draghi, frutto anche della lungimiranza del segretario politico, dimostra tutta la sua effettiva radice identitaria liberale del PRI, mentre il M5S dimostra la propria natura informe, quella di un ectoplasma al servizio dei poteri che di volta in volta sanno orientarlo, compresi quelli del Partito delle Procure cui la riforma Cartabia appare indigesta.

È con orgoglio che i repubblicani devono vivere questa stagione, protagonisti anche se dietro le quinte del mainstream, ma questa è la vocazione di un piccolo partito che dà un grande contributo, da sempre, alla Repubblica. Siate orgogliosi di essere repubblicani!