Un nuovo rapporto pubblicato il 21 luglio 2021 dal Board of Trade britannico asserisce che il libero commercio e il libero mercato hanno un ruolo centrale nell’accelerare la transizione globale verso un’economia a basse emissioni di carbonio, di fatto rifiutando il protezionismo verde.

Il rapporto invita i paesi a collaborare per affrontare, attraverso le relazioni commerciali, le problematiche ambientali globali e mostrare come il libero commercio e il libero mercato siano elementi critici nella lotta al cambiamento climatico e alla perdita della biodiversità.

La transizione ecologica è favorita dalla libera circolazione di beni e servizi e dalla proliferazione di tecnologie verdi. Il rapporto contrasta, in questo modo, l’idea che il libero commercio rappresenti una minaccia all’ambiente stesso. Il documento si sofferma inoltre sul protezionismo verde, attraverso il quale gli obiettivi ambientali vengono utilizzati come copertura all’attuazione di politiche protezionistiche ritenute dannose.

Il rapporto esorta il Regno Unito a collaborare con le controparti internazionali per accelerare la transizione verde globale attraverso:

–        strumenti di politica internazionale indipendente che riducano le barriere al commercio sostenibile e affrontino distorsioni di mercato dannose all’ambiente, come ad esempio i sussidi industriali;

–        l’aumento della produzione di tecnologie verdi nel mondo, fondamentali per aumentare la resilienza delle catene di fornitura globali, e guidare la competizione nell’economia internazionale a impatto zero;

–        la capitalizzazione all’aumento dell’appetito degli investitori internazionali verso progetti verdi e la promozione di investimenti sostenibili che stimolino la creazione di nuovi posti di lavoro;

–        la collaborazione con i leader mondiali al G7, G20 e con il WTO per integrare nelle pratiche commerciali gli aspetti legati al clima e all’ambiente;

–        la promozione di esportazioni di prodotti e tecnologie verdi made in UK, come lo stabilimento di veicoli elettrici di Nissan in Inghilterra e quello di pompe di calore di Mitsubishi in Scozia;

–        la conclusione dei migliori accordi di libero scambio basati sui principi di un commercio verde e liberale, come nel caso dell’accordo raggiunto tra Regno Unito e Giappone.

Il rapporto giunge a pochi mesi dall’inizio della Presidenza del Regno Unito alla COP26 che si terrà a novembre a Glasgow.

Il Segretario di Stato britannico al Commercio Internazionale, Liz Truss, ha dichiarato: “Il Regno Unito è leader nelle esportazioni verdi e questo rapporto mostra come il libero commercio, il libero mercato e la libera impresa siano strumenti utili nel contrastare le politiche protezionistiche verdi che frenano la transizione globale verso un’economia a basse emissioni”.

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Avvocato, manager e giornalista. Allievo del 198° corso alla Scuola Militare Nunziatella, ha conseguito la laurea all'Università di Roma Luiss, il Master of Laws alla New York University e il Juris Doctor alla Columbia University di New York. E’ Avvocato; Solicitor (England & Wales); Attorney at Law (New York); e appartiene all’Ordine dei giornalisti della Lombardia. Ha esercitato la libera professione in USA (Sullivan & Cromwell) e assunto ruoli manageriali in UK (Banca Europea per la Ricostruzione e lo Sviluppo; BlackRock). Ha pubblicato "L’altra Brexit" (Milano Finanza, 2018); è editorialista Brexit per il quotidiano finanziario Milano Finanza; opinionista geopolitico per il canale televisivo finanziario Cnbc. Direttore responsabile della Voce Repubblicana.