Contestare la vaccinazione anticovid è più o meno come se si fosse contestata la vaccinazione antipolio imposta ai bambini delle elementari nella seconda metà del secolo scorso, ma tant’è. Oramai in nome dei presunti diritti violati, siamo abituati a vederne di tutti i colori. Quello che invece è da considerare completamente privo di senso è l’accusa al governo di favorire le diseguaglianze con le vaccinazioni.

Le diseguaglianze le favoriva il lock down, non solo fra chi manteneva un lavoro retribuito e chi doveva chiedere sussidi allo Stato, ma fra chi disponeva di un alloggio spazioso e confortevole e chi viveva in un bilocale nelle periferie dei centri urbani. Chi abita in una casa di quattro stanze, un salotto e servizi può seguire tutte le più strampalate regole dettate dalla allora decretazione d’emergenza, anche dormire separato da sua moglie. Chi vive con i genitori ed i figli in un alloggio popolare con il pianerottolo intasato da appartamenti vicini nelle stesse condizioni, ha qualche difficoltà persino ad osservare la distanza. Tanto è vero che il passato governo si accorse che il virus che si credeva debellato a luglio si propagava nelle case a ottobre e si voleva inviare la polizia a domicilio. Si sarebbe allora dovuta dotarla di lanciafiamme. Solo con il lanciafiamme si sarebbe potuto impedire la contaminazione, altrimenti, progettare a spese del governo un’edilizia residenziale e costruirla in 24 ore. Poi ci si chiede come mai sia caduto un simile governo. Offrendo invece i vaccini gratuitamente, non si crea nessuna differenza sociale, come abbiamo scritto la settimana scorsa si offre una speranza di libertà.

Possiamo sempre tornare a rinchiuderci in casa. I ricchi sarebbero tutelati, i poveri molto meno, non fosse che non c’è un termine al lock down, c’è sempre una variante del virus che ti aspetta, per cui ad un dato momento anche i ricchi si ammalano. Il termine del vaccino è invece dato dal tempo di un’iniezione e di una giornata per smaltirla. Ci sono controindicazioni che possono rivelarsi gravi, certo. Ci sarà l’eccezione, quello che mai si sarebbe preso il covid e che invece sta male per essersi vaccinato. Resta il fatto che senza un’ alternativa praticabile al vaccino valgono poco le statistiche.

I contestatori chiedono i dati, ma i dati sono chiari, i vaccinati possono infettarsi non in maniera particolarmente grave, difficilmente finiscono in ospedale, si esclude la terapia intensiva. I non vaccinati invece stanno subendo un nuovo colpo, la mortalità è decresciuta solo perché con l’eccezionale sforzo di vaccinazione compiuto dal commissario Figliolo la popolazione più fragile è stata messa al sicuro, ma è meglio non farsi illusioni sulla metà ancora da vaccinare e soprattutto su coloro che rifiutano di farlo.

Il presidente del consiglio parla con sufficiente chiarezza e ha espresso perfettamente la situazione. Chi non si vaccina rischia di morire e di far morire chi ha accanto a se. E’ terrorismo? E’ la verità. Sarebbe criminale continuare ad ignorarla o magari cullarsi nell’idea che chiudendoci tutti in casa per qualche altro mese avremmo risolto il problema. Lo si è visto l’ottobre scorso.