Le minoranze hanno una funzione importantissima in un sistema democratico ma devono essere capaci di esprimere idee e proposte nuove e originali, in grado di scuotere il conformismo delle maggioranze. Questa è stata in passato, per esempio, la funzione del Partito Repubblicano che, da posizioni di minoranza, seppe dare indicazioni nuove e stimolanti alla politica italiana.

Adesso invece viviamo in un’epoca di minoranze rumorose, di movimenti che non si limitano a fare proposte più meno convincenti ma pretendono di imporle con manifestazioni di piazza nelle quali ciò che conta non è la validità della proposta ma il clamore che si riesce a suscitare intorno ad essa. Così è stato per il ddl Zan che ha trasformato la giusta richiesta di un deciso contrasto ai comportamenti omofobi in un inaccettabile manifesto ideologico sostenuto da una pesante campagna mediatica che vorrebbe far passare tutti coloro che rifiutano alcuni aspetti del ddl per inguaribili omofobi.

Così è adesso per tutte le misure anti-pandemia che il Governo ha adottato. In questo secondo caso siamo di fronte a manifestazioni assurde che stravolgono uno di valori fondanti della nostra democrazia, la libertà, Vedere agitare slogan come “Meglio morire liberi che vivere da schiavi” a proposito dell’adozione del certificato vaccinale farebbe sorridere se non si trattasse di cose così gravi e soprattutto se slogan del genere non mettessero in evidenza un totale stravolgimento dell’idea stessa di libertà. Come se il vivere in società non fosse fondato su regole che non solo non limitano la libertà ma sono la condizione per esercitarla.

Queste assurdità vengono sostenute da manifestazioni di piazza che in realtà riuniscono sì alcune migliaia di partecipanti ma sono pur sempre espressione di una minoranza ristretta, come è dimostrato dal numero delle persone che comunque si sono vaccinate e continuano a farlo. Ma è una minoranza assai rumorosa, che pretenderebbe di imporsi proprio in virtù dell’assurdità delle proprie tesi e del clamore che esse suscitano.

In un altro momento e in presenza di uno dei tanti governi pronti a subire il ricatto della piazza probabilmente questa campagna avrebbe avuto successo. Adesso, con un governo guidato da un uomo come Mario Draghi che non solo non è disponibile ad accettare questo ricatto ma ha la capacità di rivolgere contro i no vax i loro stessi slogan, parlando di “un invito a morire”, questa rumorosa campagna non ha alcuna possibilità di imporsi.

(Foto Attribution 2.0 Generic (CC BY 2.0))

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Ha insegnato fino al 2012 nella Facoltà di Scienze politiche dell'Università di Firenze dove è stato anche coordinatore del Master in Comunicazione del Patrimonio culturale. Dal 1980 al 2010 ha coordinato i maggiori progetti di valorizzazione del patrimonio culturale della Regione.Toscana. E' stato presidente del Centro di ricerche storiche e di scienze sociali "Passato Prossimo". E' attualmente presidente dell'Associazione Italia-Israele di Firenze. E' autore di numerosi articoli e libri tra i quali "Filippo Stecchi un editore fiorentino del Settecento tra riformismo e rivoluzione" (1989); "Pinocchio e la sua immagine" (1981); "Il sistema dei beni culturali in Italia" (2004);"Giovanni Spadolini: la questione ebraica e lo Stato d'Israele. Una lunga coerenza"; "1967. Comunisti e socialisti di fronte alla guerra dei Sei giorni. La costruzione dell'immagine dello Stato d'Israele nella sinistra italiana" (2014); "Viaggio in Israele" (2017); "Amare gli ebrei Odiare Israele. Antisemitismo e antisionismo nella nostra società" (2020).