Fa piacere sapere che al presidente del Consiglio si riconoscano capacità finanziarie tali che persino Marco Travaglio non possa ometterle dai suoi interventi. Ascoltando le parole de il direttore de “il Fatto” alla festa di Articolo 1 a Bologna, abbiamo avuto come l’impressione che egli avrebbe preferito dire semplicemente che Draghi non capisce nulla. L’espressione era più colorita, ma ciascuno si esprime per quello che è. Invece Travaglio ha dovuto dire, che si, Draghi non capisce nulla, ma di finanza capisce. Poiché non crediamo che si possa capire di finanza, senza capire di economia, ecco che abbiamo un presidente del consiglio competente di finanza e di economia, che non è proprio cosa irrilevante, considerando la crisi che attraversa il paese. Perché Travaglio ha dovuto esprimere un tale riconoscimento al premier? Perché non avrebbe potuto dire che Draghi non capisce nulla quando si tratta di uno degli italiani più apprezzati al mondo nel campo finanziario e questa specificità del premier aiuta l’Italia nelle relazioni con i suoi partner, persino Travaglio è costretta a riconoscerla. Vorremmo poi rassicurare Travaglio sul ruolo del presidente del Consiglio che nella nostra Costituzione non ha pieni poteri. Il governo è un organismo collegiale sotto la direzione del presidente del Consiglio ma in cui i ministri dispongono della loro autonomia e si presuppone che dispongano delle specifiche competenze di cui il presidente del Consiglio è privo. Ad esempio di Sanità è competente Speranza. Di Giustizia il ministro Cartabia è così via. Per cui a meno che Travaglio volesse dire che al governo non capiscono niente, il fatto che il presidente del consiglio capisce di finanza è qualcosa che può aiutare ulteriormente. Nel caso in cui il presidente del Consiglio ritenesse il reddito di cittadinanza un peso per il paese, bisognerebbe ascoltarlo e non di metterglisi a dire ma è il fiore all’occhiello del passato governo. E’ stata invece davvero infelice la battuta su Draghi “figlio di papà” considerato che si tratta di persona che ha perso il padre all’età di 15 anni e poi anche la madre poco dopo. A “il Fatto” si sono giustificati dicendo che non si trattava di un rilievo personale, ma di una constatazione sociale, il che peggiora le cose, a “il Fatto” vogliono la discriminazione di classe.

La grande solidarietà che ha subito avuto il presidente del Consiglio ci consente di essere inclini a solidarietà verso Travaglio. Egli sembrava destinato a diventare il sacerdote di un sistema di potere che aveva come pendant il suo giornale, palazzo Chigi, le televisioni, un Commissario per l’emergenza con più poteri di Carrier e Nantes e che commentava dall’alto senza contraddittorio tutto quello che gli pareva. Quando poi voleva correre in porche sulle strade di campagna della Toscana con qualche bella amica, Travaglio mandava Scanzi a sostituirlo. Insomma una bella pacchia che purtroppo per lui è finita. Ma non è finita per colpa di Draghi, ma perché del presidente del Consiglio che gliela aveva consentita, nessuno sa dire di cosa effettivamente fosse competente. Conte era poco conosciuto a Firenze ed apprezzato a Mazara del Vallo. Poi chi lo ha mandato assumendosi la responsabilità a Palazzo Chigi, lo ha definito privo di visione politica e di qualità manageriali. Si capisce che Travaglio lo preferisse. Difficile che lo rimpianga con lui anche il paese.