Fa sempre un certo effetto leggere storici che considerano comunemente il 9 termidoro un “colpo di Stato”, o come pontifica peggio persino l’enciclopedia Treccani, la giornata in cui cadde “la dittatura” di Robespierre. In verità il 9 Termidoro fu un voto parlamentare, in cui, per la prima volta, la Convenzione bocciò la relazione di un membro del comitato di salute pubblica. Poi su proposta della presidenza dell’assemblea, Tallien, votò l’arresto del relatore. In tutta la storia occidentale non si è mai vista e mai si vedrà, una dittatura decadere con un voto parlamentare. Con il voto parlamentare decadono i governi democratici.
Analizziamola meglio questa cosiddetta “dittatura” di Robespierre, non vorremmo si fosse preso un abbaglio per due interi secoli che continua in un terzo. Se stiamo alla forma, l’Incorruttibile è un membro inter pares del comitato di salute pubblica, che non dispone di poteri senza essere riunito con il comitato di sicurezza generale. A quel punto le decisioni prese dai due comitati vanno comunque ratificate dal voto parlamentare. I comitati non dispongono di una funzione amministrativa autonoma, il loro principio è che non amministrano. Robespierre non dispone di un portafoglio, quello ce l’hanno i ministri. I comitati sono una pura espressione del Parlamento a cui rispondono di ogni loro atto. All’interno del comitato di salute pubblica Robespierre non dispone nemmeno della maggioranza numerica. Entrato a farne parte nell’agosto del ’93 su proposta di Danton, il comitato di salute pubblica è a prevalenza cordigliera. I giacobini in senso proprio, sono pochi, per la ragione che la maggioranza giacobina era della Gironda. i girondini sono nel club giacobino i morotei della Dc, ed i girondini furono epurati il 20 giugno del ’93. A tutti gli effetti, quello si che fu un colpo di Stato, in quanto la Comune marciò armi alla mano contro la Convenzione e la Convenzione arrestò i girondini ovvero il governo del paese. I cordiglieri subentrati ai girondini o i girondini, come Pache, diventati cordiglieri, perseverarono se non peggiorarono nei medesimi errori. L’ingresso di Robespierre nel comitato di salute pubblico, comporta una svolta. Il governo del Terrore c’era già, secondo Burke dal 1789, Robespierre lo associa a quello della virtù. Lo si vede sul fronte militare dove tutti gli incompetenti al comando alle armate sono rimossi. La virtù. I rimossi sono ghigliottinati. Il Terrore. In Francia viene forgiata in pochi mesi una schiatta di generali che l’Europa nemmeno immaginava e che la conducono alla vittoria di Fleurus nel giugno 94 e poi la condurranno molto oltre. L’intera Europa allora parlava già delle “armate di Robespierre”, eppure nessuno è più privo di attitudine militare di Maximilien, “se vede un goccio di sangue sviene”, lo sbeffeggiava Danton. Per il resto il conflitto fra Saint Just e Hoche, fra Saint Just e Carnot e persino fra Saint Just e Dubois Crancè, dimostra che i robespierristi non controllano nemmeno l’esercito. Non controllano le finanze dato che Cambon, nè giacobino, nè cordigliere, è assolutamente autonomo nelle sue decisioni ed ostile a Robespierre dal primo momento all’ultimo. In cosa consisterebbe quindi la dittatura di Robespierre, dato che persino il club giacobino nel giugno del ’94 elegge alla presidenza Fouchè che è un suo nemico dichiarato? Robespierre dispone soltanto di un ufficio addetto alla sorveglianza dell’esecuzioni delle leggi. Una stanzetta dove si registrano i documenti in arrivo, li si distribuisce agli organismi competenti, e se ne segue la pratica e la risposta. Questo è il grande potere di Robespierre, in base al quale egli dimostra, carte alla mano, l’incompetenza, l’incapacità, l’inadeguatezza dei vari funzionari della repubblica, li denuncia alla Convenzione e li silura, non necessariamente anche, li ghigliottina, c’è un tribunale per questo. L’ ufficio di sorveglianza presuppone la teoria del sospetto anche perché al primo controllo si evidenzia subito la scarsezza dei risultati ottenuti, da qui il potenziamento poliziesco dell’ufficio, per sapere se c’è qualcuno in Francia in grado di fare il proprio dovere con successo o se ci si preoccupa solo di approfittare delle situazioni. Questo potenziamento poliziesco alle dipendenze di un membro del comitato di salute pubblica, diventa in breve tempo formidabile ed indispone i membri del comitato di sicurezza generale che si sentono defraudati della loro funzioni e sorvegliati a loro volta. Lo stesso avviene per gli altri membri del comitato di salute pubblica. Chi è che non ha commesso mai un errore? C’è persino chi ha ospitato un emigrato. Non bastasse, Couthon, uno dei pochi robespierristi nei due comitati, presenta la legge di Pratile, quella cosiddetta del “grande Terrore”, una legge interamente diretta contro le prerogative del potere costituito che ovviamente ottiene un gran successo parlamentare. Il principio è di Saint Just, bisogna sempre terrorizzare i governi mai il popolo. Un principio rivoluzionario insomma. Per questo, approfittando dell’assenza di Robespierre tra maggio e giugno, Maximilien è malato, probabilmente si tratta di nevrastenia, i comitati condannano tutti i sedicenti appartenenti ad un complotto contro la sua vita. Una ecatombe, in un solo giorno, di vittime per lo più innocenti. Robespierre si era spinto molto in la, contestando gli abusi compiuti da alcuni commissari in missione, Carrier a Nantes, e Fouchè a Lione, vecchi maratisti legatisi ad Hebert, che dalla procura della Comune aveva preso tutti i poteri in Francia, fino ad essere ghigliottinato per tradimento.
Uno storico italiano di una certa qualità, Sergio Luzzatto, ha scritto qualche anno fa un breve ritratto del fratello di Maximilien, Augustin, sovrannominato “Bombon”. Incredibilmente Bombon avrebbe lavorato per chiudere la stagione del Terrore. Luzzato è uno storico valido e eclettico, segnala la cosa quasi come una curiosità, la possibile divergenza fra i due fratelli. In realtà non è possibile che il succube Bombon prendesse una qualche iniziativa senza che il fratello la condividesse, per cui se la documentazione di Luzzato è autentica, e lo è, Bombon eseguiva i voleri di Maximilien.
C’è un tratto distintivo di Robespierre rispetto al resto del mondo giacobino, il senso politico. Egli comprende che la monarchia è finita il giorno della fuga di Varennes, per questo rimane in un club giacobino svuotato dalla formazione dei foglianti. Comprende altresì che la Gironda è spacciata quando appare compromessa con la corte e con Doumuoriez. Non concede nulla ai cordiglieri che divengono il potere costituito in Francia perchè li reputa degli incapaci e si allea con Danton per resister loro e vincerli fino a quando non vede in Danton il capo di tutti quanti.

A quel punto la guerra alle frontiere è vinta dal che l’emergenza militare è finita ed è il momento di fare i conti politici. E’ probabile che l’assemblea lo avrebbe seguito ancora una volta se egli avesse esposto con la necessaria chiarezza di cosa si trattava, ma è anche probabile che Robespierre credesse troppo in se stesso, o semplicemente non si preoccupasse. Chi era preoccupato era Saint Just che rientrato rapidamente dal fronte passa la notte dell’8 termidoro in cerca di un accordo con i comitati e sembrerebbe pure averlo trovato. E’ il punto oscuro della vicenda perchè ogni documentazione è stata fatta sparire. Può darsi che Saint Just sia stato ingannato, può darsi che Saint Just volesse lasciare Robespierre al suo destino può darsi tutto, perchè Saint Just non dirà più una parola. Robespierre però che passa tre giorni e tre notti a limare e correggere il suo discorso del nove è un esempio di candore assoluto. Un tiranno avrebbe armato i cannonieri,. Lui lascia che i giovani de l’Ecole de Mars che dovrebbero essere la sua guardia pretoriana, vengano trasferiti al fronte. Che Robespierre potesse contare su qualcosa di più di una guardia armata, lo si comprende quando tutte le carceri di Parigi lo respingono e lui che vuole farsi arrestare, conta come Marat di essere processato e assolto dal tribunale, aspetta in anticamera. Lo vengono a prendere di peso, è un ometto di un metro e sessanta, i suoi sostenitori e lo trasportano alla Comune che vorrebbero fare insorgere contro la Convenzione. Tanto si era guastata la rivoluzione che gli ultras di Robespierre volevano trasportare il loro idolo sul terreno di un comunardo che lui aveva sempre avversato. Robespierre si rifiuta. E questo è il punto certo della vicenda del 9 termidoro. Egli non convoca la Comune insurrezionale, tutto il resto sono storie. Robespierre si rimette al voto del parlamento. Si discuterà ancora se era un dittatore, ora lo si è definito persino un controrivoluzionario, ma certo era diventato un repubblicano.